Addio a Renzo Testi: “Correggio perde una figura di riferimento in ambito politico e culturale”
pubbl.: 6 Febbraio 2017 - Ufficio Stampa

Addio a Renzo Testi: “Correggio perde una figura di riferimento in ambito politico e culturale”.
Il ricordo di Renzo Testi, nel parole e nel cordoglio del sindaco, Ilenia Malavasi.

Quando nel 1963 fu eletto primo cittadino di Correggio, Renzo Testi era il sindaco più giovane d’Italia. Basterebbe ricordare questo particolare per sottolineare le capacità politiche e amministrative di una figura capace davvero di caratterizzare, con il proprio impegno, un’intera stagione.
Nel corso del suo mandato – fino al 1976 – Correggio conobbe trasformazioni profonde, passando in pochi anni da realtà agricola a importante centro industriale. In qualità di sindaco, Testi amministrò con intelligenza e capacità questo cambiamento, intervenendo soprattutto sul piano urbanistico e su quello culturale: da un lato, infatti, con un nuovo e importante piano regolatore seppe trovare risposte alla crescente domanda di alloggi in ambito urbano, grazie a interventi mirati ed efficaci di edilizia popolare, ridisegnando la città per renderla adatta ad affrontare le modifiche che il rinnovato tessuto sociale comportava; dall’altro non mancarono gli investimenti sul recupero e il ripristino di alcuni tra i gioielli architettonici di Correggio, primi tra tutti il Palazzo dei Principi e il Teatro Asioli, accompagnando queste azioni con una rivitalizzazione degli Istituti Culturali che, in quegli anni, conobbero un significativo rilancio.
La passione e l’amore per la sua città non vennero meno anche dopo che Testi fu chiamato a guidare la cooperazione reggiana, come presidente della Cooperativa di consumo Nordemilia, successivamente Nordest: caratterizzò questo incarico sia per la concretezza dei risultati raggiunti che per l’attenzione alle realtà sociali e culturali, dove aveva intuito che Coop potesse e dovesse recitare un ruolo da protagonista.
Presidente della Fondazione Il Correggio tra il 2000 e il 2004 e membro del consiglio d’amministrazione dell’Istituto Cervi, il suo lavoro di ricercatore storico – in cui valorizzò le radici della cooperazione e delle sue figure chiave – ha rappresentato il più recente ambito della sua attività, consapevole di quanto la cultura costituisca espressione d’eccellenza e insostituibile leva economica di un territorio.
Con l’addio a Renzo Testi, Correggio saluta e rende omaggio a un pezzo importante della propria storia, a una figura coerente di impegno politico e passione culturale, capace di incarnare al meglio l’idea di sviluppo economico e attenzione ai valori e alle persone che costituisce il patrimonio più importante della nostra tradizione politica e sociale.

Ci eravamo incontrati anche poco tempo fa e aveva ancora tante idee e tanti progetti da realizzare. Lo ricordo per la sua onestà intellettuale e la sua coerenza politica, doti con le quali ha contributo alla crescita democratica di Correggio. Partecipo con affetto al dolore della sua famiglia e mi stringo alla moglie Roberta e ai figli Fabio e Giuliano in questo triste momento.

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Addio a Renzo Testi: “Correggio perde una figura di riferimento in ambito politico e culturale”
pubbl.: 6 Febbraio 2017 - Ufficio Stampa

Addio a Renzo Testi: “Correggio perde una figura di riferimento in ambito politico e culturale”.
Il ricordo di Renzo Testi, nel parole e nel cordoglio del sindaco, Ilenia Malavasi.

Quando nel 1963 fu eletto primo cittadino di Correggio, Renzo Testi era il sindaco più giovane d’Italia. Basterebbe ricordare questo particolare per sottolineare le capacità politiche e amministrative di una figura capace davvero di caratterizzare, con il proprio impegno, un’intera stagione.
Nel corso del suo mandato – fino al 1976 – Correggio conobbe trasformazioni profonde, passando in pochi anni da realtà agricola a importante centro industriale. In qualità di sindaco, Testi amministrò con intelligenza e capacità questo cambiamento, intervenendo soprattutto sul piano urbanistico e su quello culturale: da un lato, infatti, con un nuovo e importante piano regolatore seppe trovare risposte alla crescente domanda di alloggi in ambito urbano, grazie a interventi mirati ed efficaci di edilizia popolare, ridisegnando la città per renderla adatta ad affrontare le modifiche che il rinnovato tessuto sociale comportava; dall’altro non mancarono gli investimenti sul recupero e il ripristino di alcuni tra i gioielli architettonici di Correggio, primi tra tutti il Palazzo dei Principi e il Teatro Asioli, accompagnando queste azioni con una rivitalizzazione degli Istituti Culturali che, in quegli anni, conobbero un significativo rilancio.
La passione e l’amore per la sua città non vennero meno anche dopo che Testi fu chiamato a guidare la cooperazione reggiana, come presidente della Cooperativa di consumo Nordemilia, successivamente Nordest: caratterizzò questo incarico sia per la concretezza dei risultati raggiunti che per l’attenzione alle realtà sociali e culturali, dove aveva intuito che Coop potesse e dovesse recitare un ruolo da protagonista.
Presidente della Fondazione Il Correggio tra il 2000 e il 2004 e membro del consiglio d’amministrazione dell’Istituto Cervi, il suo lavoro di ricercatore storico – in cui valorizzò le radici della cooperazione e delle sue figure chiave – ha rappresentato il più recente ambito della sua attività, consapevole di quanto la cultura costituisca espressione d’eccellenza e insostituibile leva economica di un territorio.
Con l’addio a Renzo Testi, Correggio saluta e rende omaggio a un pezzo importante della propria storia, a una figura coerente di impegno politico e passione culturale, capace di incarnare al meglio l’idea di sviluppo economico e attenzione ai valori e alle persone che costituisce il patrimonio più importante della nostra tradizione politica e sociale.

Ci eravamo incontrati anche poco tempo fa e aveva ancora tante idee e tanti progetti da realizzare. Lo ricordo per la sua onestà intellettuale e la sua coerenza politica, doti con le quali ha contributo alla crescita democratica di Correggio. Partecipo con affetto al dolore della sua famiglia e mi stringo alla moglie Roberta e ai figli Fabio e Giuliano in questo triste momento.

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