Battaglia di Fosdondo: domenica 14 aprile il 74esimo anniversario
pubbl.: 5 Aprile 2019 - Ufficio Stampa

Battaglia di Fosdondo: domenica 14 aprile il 74esimo anniversario.

Domenica 14 aprile si ricorda il 74esimo anniversario della Battaglia di Fosdondo, scontro a fuoco avvenuto il 15 aprile 1945.
Il programma delle celebrazioni – inserito nel calendario di “Un aprile di primavera e libertà”, un mese di iniziative che porteranno all’appuntamento del 25 aprile con #materialeresistente2019 – prevede, alle  ore 11, il ritrovo al Centro Sociale “Il Quartiere” di Fosdondo, in via Felicità, e la sfilata commemorativa con deposizione dei fiori sui cippi dei caduti accompagnata dalla banda cittadina “Luigi Asioli”; a seguire interventi di Gabriele Tesauri, consigliere comunale di Correggio con delega alla Memoria, e di Giuseppe Lini, presidente ANPI Correggio.
Alle ore 12,30, nella sala “Girasole” del centro sociale, pranzo promosso dall’Anpi Correggio: tortelli verdi burro e salvia, scaloppine di pollo al limone, patate con prezzemolo, carote lesse, zuppa inglese, salame dolce, vino, acqua e caffè (22 euro).
Nel pomeriggio, alle ore 17, alla Casa popolare Spartaco di Budrio, “Una resistenza difficile”, presentazione del libro di Santo Peli. Dialoga con l’autore, Ilaria La Fata, del Centro Studi Movimenti di Parma. Iniziativa a cura della Casa popolare Spartaco.
Info e prenotazioni al pranzo: cell. 347.5028031 – anpi_correggio@libero.it

La Battaglia di Fosdondo, accanto al combattimento di Fabbrico del 27 febbraio, è unanimemente riconosciuta come il più importante fatto d’armi di tutta la Resistenza nella pianura reggiana.
La mattina del 15 aprile i partigiani vengono a conoscenza che un notevole carico d’armi è fermo a Gazzata. Si incarica d’andarlo a prelevare Sergio Fontanesi (Mauser) insieme a Giacomo Pratisoli (Aldo). Verso mezzogiorno un gruppo di fascisti, proveniente da Bagnolo e diretto a Correggio, cattura Ennio Bassoli (Musco). I partigiani del distaccamento di Fosdondo li attaccano, permettendo al prigioniero di fuggire, ma, nel primo pomeriggio, il gruppo di fascisti bagnolesi che sta facendo ritorno al proprio presidio si ferma a Fosdondo cominciando a perquisire case e  cittadini. Proprio in questo momento arrivano Musco e Aldo, seguiti da altri partigiani con il carico d’armi. I fascisti fermano i due e li uccidono. I partigiani, a loro volta, aprono il fuoco contro i fascisti. Alcuni rimangono uccisi e altri si ritirano nella chiesa da dove continuano a sparare e i partigiani decidono di chiamare rinforzi, tra cui un distaccamento G.A.P.
A questo punto l’eco della battaglia si è ormai propagata a tutto il territorio circostante e i fascisti convogliano sul luogo circa 300 uomini, accerchiando i partigiani. Mentre si avvicinano, i fascisti gridano alcuni nomi di battaglia tra cui “Carburo” (Paride Caminati) e “Diavolo” (Germano Nicolini). Il primo, credendo che si tratti di compagni, si alza e si avvicina, ma a pochi metri di distanza viene freddato da una scarica di mitra. Non molto distante anche il giovane Luciano Tondelli (Bandiera) – protagonista della canzone di Ligabue “I campi in aprile” – viene ucciso dal fuoco nemico. Il comandante “Diavolo” dà ordine di sganciarsi, ma Angiolino Morselli (Pippo) non si muove dalla propria postazione e tiene impegnato il nemico permettendo ai compagni di ritirarsi e di salvarsi.
Il bilancio della giornata: cinque partigiani e due civili uccisi e tre feriti. Non è mai stato possibile accertare le perdite in campo fascista, anche se, dall’andamento del combattimento, si presume ammontino a qualche decina.

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Battaglia di Fosdondo: domenica 14 aprile il 74esimo anniversario
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Battaglia di Fosdondo: domenica 14 aprile il 74esimo anniversario.

Domenica 14 aprile si ricorda il 74esimo anniversario della Battaglia di Fosdondo, scontro a fuoco avvenuto il 15 aprile 1945.
Il programma delle celebrazioni – inserito nel calendario di “Un aprile di primavera e libertà”, un mese di iniziative che porteranno all’appuntamento del 25 aprile con #materialeresistente2019 – prevede, alle  ore 11, il ritrovo al Centro Sociale “Il Quartiere” di Fosdondo, in via Felicità, e la sfilata commemorativa con deposizione dei fiori sui cippi dei caduti accompagnata dalla banda cittadina “Luigi Asioli”; a seguire interventi di Gabriele Tesauri, consigliere comunale di Correggio con delega alla Memoria, e di Giuseppe Lini, presidente ANPI Correggio.
Alle ore 12,30, nella sala “Girasole” del centro sociale, pranzo promosso dall’Anpi Correggio: tortelli verdi burro e salvia, scaloppine di pollo al limone, patate con prezzemolo, carote lesse, zuppa inglese, salame dolce, vino, acqua e caffè (22 euro).
Nel pomeriggio, alle ore 17, alla Casa popolare Spartaco di Budrio, “Una resistenza difficile”, presentazione del libro di Santo Peli. Dialoga con l’autore, Ilaria La Fata, del Centro Studi Movimenti di Parma. Iniziativa a cura della Casa popolare Spartaco.
Info e prenotazioni al pranzo: cell. 347.5028031 – anpi_correggio@libero.it

La Battaglia di Fosdondo, accanto al combattimento di Fabbrico del 27 febbraio, è unanimemente riconosciuta come il più importante fatto d’armi di tutta la Resistenza nella pianura reggiana.
La mattina del 15 aprile i partigiani vengono a conoscenza che un notevole carico d’armi è fermo a Gazzata. Si incarica d’andarlo a prelevare Sergio Fontanesi (Mauser) insieme a Giacomo Pratisoli (Aldo). Verso mezzogiorno un gruppo di fascisti, proveniente da Bagnolo e diretto a Correggio, cattura Ennio Bassoli (Musco). I partigiani del distaccamento di Fosdondo li attaccano, permettendo al prigioniero di fuggire, ma, nel primo pomeriggio, il gruppo di fascisti bagnolesi che sta facendo ritorno al proprio presidio si ferma a Fosdondo cominciando a perquisire case e  cittadini. Proprio in questo momento arrivano Musco e Aldo, seguiti da altri partigiani con il carico d’armi. I fascisti fermano i due e li uccidono. I partigiani, a loro volta, aprono il fuoco contro i fascisti. Alcuni rimangono uccisi e altri si ritirano nella chiesa da dove continuano a sparare e i partigiani decidono di chiamare rinforzi, tra cui un distaccamento G.A.P.
A questo punto l’eco della battaglia si è ormai propagata a tutto il territorio circostante e i fascisti convogliano sul luogo circa 300 uomini, accerchiando i partigiani. Mentre si avvicinano, i fascisti gridano alcuni nomi di battaglia tra cui “Carburo” (Paride Caminati) e “Diavolo” (Germano Nicolini). Il primo, credendo che si tratti di compagni, si alza e si avvicina, ma a pochi metri di distanza viene freddato da una scarica di mitra. Non molto distante anche il giovane Luciano Tondelli (Bandiera) – protagonista della canzone di Ligabue “I campi in aprile” – viene ucciso dal fuoco nemico. Il comandante “Diavolo” dà ordine di sganciarsi, ma Angiolino Morselli (Pippo) non si muove dalla propria postazione e tiene impegnato il nemico permettendo ai compagni di ritirarsi e di salvarsi.
Il bilancio della giornata: cinque partigiani e due civili uccisi e tre feriti. Non è mai stato possibile accertare le perdite in campo fascista, anche se, dall’andamento del combattimento, si presume ammontino a qualche decina.

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