“Centauri, salamandre e altri incanti”
pubbl.: 12 Dicembre 2016 modif.: 15 Dicembre 2016 - Ufficio Stampa

“Centauri, salamandre e altri incanti”: inaugura sabato 17 dicembre, alle ore 17, la personale di Luigi Marmiroli allestita al Museo Il Correggio.

mara-equilibrista-2014Inaugura sabato 17 dicembre, alle ore 17, a Palazzo dei Principi, “Centauri, salamandre e altri incanti – L’immaginario fantastico di Luigi Marmiroli”, mostra curata da Elena Giampietri e allestita al Museo Il Correggio, nel Salone degli Arazzi.
Il percorso espositivo è stata progettato proprio per il contesto di Palazzo dei Principi. Soffermandosi in particolare sul Salone degli Arazzi, Luciano Marmiroli ha intenzionalmente realizzato un centauro (Nesso) dal verde squillante, capace di richiamare l’arazzo di Teseo ed Arianna, in cui erroneamente venne raffigurato nel labirinto un centauro e non un minotauro, come avrebbe voluto il mito.
La scelta delle opere è poi avvenuta secondo il filo conduttore di quelle che meglio potessero esprimere i mondi fantastici che, già nelle Metamorfosi di Ovidio (a cui si ispira parte degli arazzi), avevano offerto un’interpretazione eziologica dei fenomeni naturali. Esse, come se viaggiassero sull’ippogrifo di Ludovico Ariosto, si snodano in un divertente  immaginario che contempla animali esotici o umanizzati, parlanti e giocherelloni. Le tinte vivaci esprimono il gusto per una mitologia classica rivisitata, ma anche per la fiaba e la multiforme ideazione del poema cavalleresco rinascimentale. La prima impressione è quella di un’affinità con l’infanzia, ma, soffermandosi con maggiore attenzione, si può cogliere l’articolato linguaggio dell’artista, capace di trasmettere messaggi ben più complessi: le opere di Marmiroli non evocano, infatti, la sola leggerezza di un passatempo ludico: la salamandra, alter ego dello scultore, è sinonimo dell’intelligenza sottile e rapida di Mercurio, portatore di messaggi e parole; la lumaca è simbolo di protezione e cauta lentezza e altrettanto flemmatica è una tartaruga che tradisce con sottesa autoironia la sua indole: “Mi chiamo Mara e non so volare”; il centauro associa, invece, la bestialità dell’animale alle facoltà superiori dell’essere umano e l’elefante custodisce un uovo, in equilibrio instabile sul mappamondo, ad avvalorare come da lì scaturisca la vita. Nel bestiario di Marmiroli, l’esistenza viene così ridotta al suo stato di natura e alle forme nascenti, quasi il processo di civilizzazione allontanasse l’uomo dalla primigenia felicità.

Luigi Marmiroli – “Centauri, salamandre e altri incanti”
Museo Il Correggio – Salone degli Arazzi
a cura di Elena Giampietri
17 dicembre 2016 – 15 gennaio 2017
Inaugurazione: sabato 17 settembre, ore 17, Palazzo dei Principi, corso Cavour 7, Correggio (RE)
Aperture: sabato 15,30 – 18,30; domenica e festivi 10 – 12,30 e 15,30 – 18,30.
Visite su prenotazione.
Info: tel. 0522 691806 – museo@comune.correggio.re.itwww.museoilcorreggio.org

Luigi Marmiroli è nato a Reggio Emilia nel 1945. Diplomato all’Istituto d’arte “Gaetano Chierici”, vive e lavora a Reggio Emilia.

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“Centauri, salamandre e altri incanti”
pubbl.: 12 Dicembre 2016 modif.: 15 Dicembre 2016 - Ufficio Stampa

“Centauri, salamandre e altri incanti”: inaugura sabato 17 dicembre, alle ore 17, la personale di Luigi Marmiroli allestita al Museo Il Correggio.

mara-equilibrista-2014Inaugura sabato 17 dicembre, alle ore 17, a Palazzo dei Principi, “Centauri, salamandre e altri incanti – L’immaginario fantastico di Luigi Marmiroli”, mostra curata da Elena Giampietri e allestita al Museo Il Correggio, nel Salone degli Arazzi.
Il percorso espositivo è stata progettato proprio per il contesto di Palazzo dei Principi. Soffermandosi in particolare sul Salone degli Arazzi, Luciano Marmiroli ha intenzionalmente realizzato un centauro (Nesso) dal verde squillante, capace di richiamare l’arazzo di Teseo ed Arianna, in cui erroneamente venne raffigurato nel labirinto un centauro e non un minotauro, come avrebbe voluto il mito.
La scelta delle opere è poi avvenuta secondo il filo conduttore di quelle che meglio potessero esprimere i mondi fantastici che, già nelle Metamorfosi di Ovidio (a cui si ispira parte degli arazzi), avevano offerto un’interpretazione eziologica dei fenomeni naturali. Esse, come se viaggiassero sull’ippogrifo di Ludovico Ariosto, si snodano in un divertente  immaginario che contempla animali esotici o umanizzati, parlanti e giocherelloni. Le tinte vivaci esprimono il gusto per una mitologia classica rivisitata, ma anche per la fiaba e la multiforme ideazione del poema cavalleresco rinascimentale. La prima impressione è quella di un’affinità con l’infanzia, ma, soffermandosi con maggiore attenzione, si può cogliere l’articolato linguaggio dell’artista, capace di trasmettere messaggi ben più complessi: le opere di Marmiroli non evocano, infatti, la sola leggerezza di un passatempo ludico: la salamandra, alter ego dello scultore, è sinonimo dell’intelligenza sottile e rapida di Mercurio, portatore di messaggi e parole; la lumaca è simbolo di protezione e cauta lentezza e altrettanto flemmatica è una tartaruga che tradisce con sottesa autoironia la sua indole: “Mi chiamo Mara e non so volare”; il centauro associa, invece, la bestialità dell’animale alle facoltà superiori dell’essere umano e l’elefante custodisce un uovo, in equilibrio instabile sul mappamondo, ad avvalorare come da lì scaturisca la vita. Nel bestiario di Marmiroli, l’esistenza viene così ridotta al suo stato di natura e alle forme nascenti, quasi il processo di civilizzazione allontanasse l’uomo dalla primigenia felicità.

Luigi Marmiroli – “Centauri, salamandre e altri incanti”
Museo Il Correggio – Salone degli Arazzi
a cura di Elena Giampietri
17 dicembre 2016 – 15 gennaio 2017
Inaugurazione: sabato 17 settembre, ore 17, Palazzo dei Principi, corso Cavour 7, Correggio (RE)
Aperture: sabato 15,30 – 18,30; domenica e festivi 10 – 12,30 e 15,30 – 18,30.
Visite su prenotazione.
Info: tel. 0522 691806 – museo@comune.correggio.re.itwww.museoilcorreggio.org

Luigi Marmiroli è nato a Reggio Emilia nel 1945. Diplomato all’Istituto d’arte “Gaetano Chierici”, vive e lavora a Reggio Emilia.

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