“Combattiamo il silenzio”: iniziative a Correggio in occasione della “Giornata internazionale contro la violenza sulle donne”
pubbl.: 20 novembre 2018 - Ufficio Stampa

“Combattiamo il silenzio”: in occasione della “Giornata internazionale contro la violenza sulle donne”, al via a Correggio un percorso di incontri e riflessioni sul tema delle donne e dell’amore.

Combattiamo il silenzio” è il titolo della doppia iniziativa che il Comune di Correggio promuove in occasione della “Giornata internazionale contro la violenza sulle donne”, che ricorre il 25 novembre. I due appuntamenti – in programma entrambi alle ore 10, nella sala conferenze “A. Recordati” di Palazzo dei Principi – si svolgono sabato 24 novembre e sabato 1 dicembre: il primo, dal titolo “Combattiamo il silenzio: i volti della violenza”, presenta i risultati di una ricerca condotta, tramite 1540 questionari distribuiti tra i ragazzi delle classi quarte delle scuole superiori di Correggio, da Francesca Franzoni, consulente tecnico forense e formatrice, e, oltre a quello della stessa curatrice, vede gli interventi di Ilenia Malavasi, sindaco di Correggio, e Alessandro De Rosa, psicoterapeuta al Centro LDV (“Liberiamoci Dalla Violenza”) dell’Ausl di Modena; il secondo incontro, “Quando no vuol dire no e sì vuol dire sì”, vede la partecipazione di Alessandra Campani, consulente e formatrice, socia fondatrice dell’associazione “NondaSola” di Reggio Emilia, e Alessandro Bellassai, docente all’Università degli Studi di Bologna, co-fondatore dell’associazione nazionale “Maschile Plurale”.
“Questi due appuntamenti rappresentano la prima parte di un percorso più ampio, centrato sul tema delle donne e dell’amore e che, in collaborazione con il gruppo “DisfareFare” del centro culturale Lucio Lombardo Radice, proseguirà nel nuovo anno”, commenta il sindaco di Correggio, Ilenia Malavasi. “Il progetto nasce dall’idea di affrontare una tematica sempre molto attuale, quella della violenza contro le donne. Dal confronto con alcune di loro – Loredana Casarini, Francesca Franzoni, Marta Garosi e Laura Testi, che ringrazio per essersi messe a disposizione della nostra città – è scaturita la volontà di proporre un percorso alla nostra comunità, a partire dalle scuole, che in questi anni sono state protagoniste di una ricerca che ha coinvolto 1540 studenti delle scuole superiori e che è utile restituire proprio per partire da un’analisi del contesto locale. Dai dati che saranno presentati, proveremo a definire la violenza nelle sue diverse sfaccettature e passeremo ad una lettura sociologica e antropologica che deve mettere in relazione il dato locale con un contesto più generale. È vero che le donne sono state protagoniste di tante conquiste, ma è anche vero che queste, oggi, non possono essere date per scontate, soprattutto nell’affrontare tutti i temi correlati al dramma della violenza e al ruolo spesso subalterno che alle donne viene assegnato nei contesti famigliare, sociale culturale e lavorativo. Partendo da questa consapevolezza, ci poniamo l’obiettivo di farci carico di una riflessione necessaria sulla violenza, senza però dimenticare tutti gli aspetti belli e positivi di cui le donne sono portatrici. Abbiamo dunque pensato di parlare di amore, iniziando un percorso che porti a raccontare i diversi tipi di amore, a partire dalla letteratura e dalle tante donne che in essa hanno lasciato un segno. Questo per raccontare la bellezza dell’amore, delle emozioni, dei sentimenti che devono essere inseriti in un rapporto paritario che nasce dalla consapevolezza che un rapporto di coppia, di amicizia, d’affetto, deve essere basato sul rispetto delle persone e delle differenze di cui ognuno di noi è portatore. Alla fine di questo percorso, puntiamo a  coinvolgere le scuole in un laboratorio permanente che possa elaborare consapevolezza della parità in un rapporto anche adolescenziale, con un lavoro pomeridiano, di circa un pomeriggio al mese, per riflettere, insieme a insegnanti ed educatori, sugli stereotipi di genere e sulle parole che contraddistinguono la violenza, con l’obiettivo di produrre un elaborato – poetico, letterario, fumettistico, teatrale, visivo – nelle forme più congeniali ai ragazzi”.

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“Combattiamo il silenzio”: iniziative a Correggio in occasione della “Giornata internazionale contro la violenza sulle donne”
pubbl.: 20 novembre 2018 - Ufficio Stampa

“Combattiamo il silenzio”: in occasione della “Giornata internazionale contro la violenza sulle donne”, al via a Correggio un percorso di incontri e riflessioni sul tema delle donne e dell’amore.

Combattiamo il silenzio” è il titolo della doppia iniziativa che il Comune di Correggio promuove in occasione della “Giornata internazionale contro la violenza sulle donne”, che ricorre il 25 novembre. I due appuntamenti – in programma entrambi alle ore 10, nella sala conferenze “A. Recordati” di Palazzo dei Principi – si svolgono sabato 24 novembre e sabato 1 dicembre: il primo, dal titolo “Combattiamo il silenzio: i volti della violenza”, presenta i risultati di una ricerca condotta, tramite 1540 questionari distribuiti tra i ragazzi delle classi quarte delle scuole superiori di Correggio, da Francesca Franzoni, consulente tecnico forense e formatrice, e, oltre a quello della stessa curatrice, vede gli interventi di Ilenia Malavasi, sindaco di Correggio, e Alessandro De Rosa, psicoterapeuta al Centro LDV (“Liberiamoci Dalla Violenza”) dell’Ausl di Modena; il secondo incontro, “Quando no vuol dire no e sì vuol dire sì”, vede la partecipazione di Alessandra Campani, consulente e formatrice, socia fondatrice dell’associazione “NondaSola” di Reggio Emilia, e Alessandro Bellassai, docente all’Università degli Studi di Bologna, co-fondatore dell’associazione nazionale “Maschile Plurale”.
“Questi due appuntamenti rappresentano la prima parte di un percorso più ampio, centrato sul tema delle donne e dell’amore e che, in collaborazione con il gruppo “DisfareFare” del centro culturale Lucio Lombardo Radice, proseguirà nel nuovo anno”, commenta il sindaco di Correggio, Ilenia Malavasi. “Il progetto nasce dall’idea di affrontare una tematica sempre molto attuale, quella della violenza contro le donne. Dal confronto con alcune di loro – Loredana Casarini, Francesca Franzoni, Marta Garosi e Laura Testi, che ringrazio per essersi messe a disposizione della nostra città – è scaturita la volontà di proporre un percorso alla nostra comunità, a partire dalle scuole, che in questi anni sono state protagoniste di una ricerca che ha coinvolto 1540 studenti delle scuole superiori e che è utile restituire proprio per partire da un’analisi del contesto locale. Dai dati che saranno presentati, proveremo a definire la violenza nelle sue diverse sfaccettature e passeremo ad una lettura sociologica e antropologica che deve mettere in relazione il dato locale con un contesto più generale. È vero che le donne sono state protagoniste di tante conquiste, ma è anche vero che queste, oggi, non possono essere date per scontate, soprattutto nell’affrontare tutti i temi correlati al dramma della violenza e al ruolo spesso subalterno che alle donne viene assegnato nei contesti famigliare, sociale culturale e lavorativo. Partendo da questa consapevolezza, ci poniamo l’obiettivo di farci carico di una riflessione necessaria sulla violenza, senza però dimenticare tutti gli aspetti belli e positivi di cui le donne sono portatrici. Abbiamo dunque pensato di parlare di amore, iniziando un percorso che porti a raccontare i diversi tipi di amore, a partire dalla letteratura e dalle tante donne che in essa hanno lasciato un segno. Questo per raccontare la bellezza dell’amore, delle emozioni, dei sentimenti che devono essere inseriti in un rapporto paritario che nasce dalla consapevolezza che un rapporto di coppia, di amicizia, d’affetto, deve essere basato sul rispetto delle persone e delle differenze di cui ognuno di noi è portatore. Alla fine di questo percorso, puntiamo a  coinvolgere le scuole in un laboratorio permanente che possa elaborare consapevolezza della parità in un rapporto anche adolescenziale, con un lavoro pomeridiano, di circa un pomeriggio al mese, per riflettere, insieme a insegnanti ed educatori, sugli stereotipi di genere e sulle parole che contraddistinguono la violenza, con l’obiettivo di produrre un elaborato – poetico, letterario, fumettistico, teatrale, visivo – nelle forme più congeniali ai ragazzi”.

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