70° anniversario della Battaglia di Fosdondo
pubbl.: 1 Aprile 2015 modif.: 13 Aprile 2015 - Ufficio Stampa


Domenica 12 aprile
si ricorda il 70° anniversario della Battaglia di Fosdondo, scontro a fuoco avvenuto il 15 aprile 1945.

Il programma delle celebrazioni prevede, alle ore 9, la Messa nella chiesa parrocchiale di Fosdondo; alle ore 11, ritrovo al Centro Sociale “Il Quartiere” di Fosdondo, in via Felicità, e sfilata commemorativa con deposizione dei fiori sui cippi dei caduti accompagnata dalla banda cittadina “Luigi Asioli”; a seguire interventi di Gianmarco Marzocchini, vicesindaco di Correggio, e di Annalisa Lusuardi, vicepresidente ANPI Correggio.
Alle ore 12,30, nella sala “Girasole” del centro sociale, pranzo: tortelli verdi, secondo con contorno, zuppa inglese, vino, acqua e caffè (22 euro).
Nel pomeriggio, alle ore 15, in memoria di Artullo Beltrami, partigiano, recentemente scomparso, letture a cura di Carmelina Panisi e musiche di Gianluca Magnani.
Info e prenotazioni al pranzo: cell. 347.5028031 – anpicorreggio@libero.it

La Battaglia di Fosdondo, accanto al combattimento di Fabbrico del 27 febbraio, è unanimemente riconosciuta come il più importante fatto d’armi di tutta la Resistenza nella pianura reggiana.
La mattina del 15 aprile i partigiani vengono a conoscenza che un notevole carico d’armi è fermo a Gazzata. Si incarica d’andarlo a prelevare Sergio Fontanesi (Mauser) insieme a Giacomo Pratissoli (Aldo). Verso mezzogiorno un gruppo di fascisti, proveniente da Bagnolo e diretto a Correggio, cattura Ennio Bassoli (Musco). I partigiani dei distaccamento di Fosdondo li attaccano, permettendo al prigioniero di fuggire, ma, nel primo pomeriggio, il gruppo di fascisti bagnolesi che sta facendo ritorno al proprio presidio si ferma a Fosdondo cominciando a perquisire case e cittadini. Proprio in quel momento arrivano Musco e Aldo, seguiti da altri partigiani con il carico d’armi. I fascisti fermano i due e li uccidono. I partigiani, a loro volta, aprono il fuoco contro i fascisti. Alcuni rimangono uccisi e altri si ritirano nella chiesa da dove continuano a sparare e i partigiani decidono di chiamare rinforzi, tra cui un distaccamento G.A.P.
A questo punto l’eco della battaglia si è ormai propagata a tutto il territorio circostante e i fascisti convogliano sul luogo circa 300 uomini, accerchiando i partigiani. Mentre si avvicinano, i fascisti gridano alcuni nomi di battaglia tra cui “Carburo” (Paride Caminati) e “Diavolo” (Germano Nicolini). Il primo, credendo che si tratti di compagni, si alza e si avvicina, ma a pochi metri di distanza viene freddato da una scarica di mitra. Non molto distante anche il giovane Luciano Tondelli (Bandiera) viene ucciso dal fuoco nemico. Il comandante “Diavolo” dà ordine di sganciarsi, ma Angiolino Morselli (Pippo) non si muove dalla propria postazione e tiene impegnato il nemico permettendo ai compagni di ritirarsi e di salvarsi.
Il bilancio della giornata: cinque partigiani e due civili uccisi e tre feriti. Non è mai stato possibile accertare le perdite in campo fascista, anche se, dall’andamento del combattimento, si presume ammontino a qualche decina.

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70° anniversario della Battaglia di Fosdondo
pubbl.: 1 Aprile 2015 modif.: 13 Aprile 2015 - Ufficio Stampa


Domenica 12 aprile
si ricorda il 70° anniversario della Battaglia di Fosdondo, scontro a fuoco avvenuto il 15 aprile 1945.

Il programma delle celebrazioni prevede, alle ore 9, la Messa nella chiesa parrocchiale di Fosdondo; alle ore 11, ritrovo al Centro Sociale “Il Quartiere” di Fosdondo, in via Felicità, e sfilata commemorativa con deposizione dei fiori sui cippi dei caduti accompagnata dalla banda cittadina “Luigi Asioli”; a seguire interventi di Gianmarco Marzocchini, vicesindaco di Correggio, e di Annalisa Lusuardi, vicepresidente ANPI Correggio.
Alle ore 12,30, nella sala “Girasole” del centro sociale, pranzo: tortelli verdi, secondo con contorno, zuppa inglese, vino, acqua e caffè (22 euro).
Nel pomeriggio, alle ore 15, in memoria di Artullo Beltrami, partigiano, recentemente scomparso, letture a cura di Carmelina Panisi e musiche di Gianluca Magnani.
Info e prenotazioni al pranzo: cell. 347.5028031 – anpicorreggio@libero.it

La Battaglia di Fosdondo, accanto al combattimento di Fabbrico del 27 febbraio, è unanimemente riconosciuta come il più importante fatto d’armi di tutta la Resistenza nella pianura reggiana.
La mattina del 15 aprile i partigiani vengono a conoscenza che un notevole carico d’armi è fermo a Gazzata. Si incarica d’andarlo a prelevare Sergio Fontanesi (Mauser) insieme a Giacomo Pratissoli (Aldo). Verso mezzogiorno un gruppo di fascisti, proveniente da Bagnolo e diretto a Correggio, cattura Ennio Bassoli (Musco). I partigiani dei distaccamento di Fosdondo li attaccano, permettendo al prigioniero di fuggire, ma, nel primo pomeriggio, il gruppo di fascisti bagnolesi che sta facendo ritorno al proprio presidio si ferma a Fosdondo cominciando a perquisire case e cittadini. Proprio in quel momento arrivano Musco e Aldo, seguiti da altri partigiani con il carico d’armi. I fascisti fermano i due e li uccidono. I partigiani, a loro volta, aprono il fuoco contro i fascisti. Alcuni rimangono uccisi e altri si ritirano nella chiesa da dove continuano a sparare e i partigiani decidono di chiamare rinforzi, tra cui un distaccamento G.A.P.
A questo punto l’eco della battaglia si è ormai propagata a tutto il territorio circostante e i fascisti convogliano sul luogo circa 300 uomini, accerchiando i partigiani. Mentre si avvicinano, i fascisti gridano alcuni nomi di battaglia tra cui “Carburo” (Paride Caminati) e “Diavolo” (Germano Nicolini). Il primo, credendo che si tratti di compagni, si alza e si avvicina, ma a pochi metri di distanza viene freddato da una scarica di mitra. Non molto distante anche il giovane Luciano Tondelli (Bandiera) viene ucciso dal fuoco nemico. Il comandante “Diavolo” dà ordine di sganciarsi, ma Angiolino Morselli (Pippo) non si muove dalla propria postazione e tiene impegnato il nemico permettendo ai compagni di ritirarsi e di salvarsi.
Il bilancio della giornata: cinque partigiani e due civili uccisi e tre feriti. Non è mai stato possibile accertare le perdite in campo fascista, anche se, dall’andamento del combattimento, si presume ammontino a qualche decina.

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