Fili d’oro per Maria
pubbl.: 22 Maggio 2013 - Ufficio Stampa

Mercoledì 29 maggio alle ore 20,30 nella Chiesa di Santa Chiara in Correggio viene esposto un prezioso manufatto liturgico della fine del 1500. Si tratta di una probabile porzione ornativa di piviale o di casula, ricamata stupendamente a mano con fili d’oro e di seta. L’opera, di proprietà della Parrocchia di San Giorgio in Rio Saliceto, è stata recentemente ripristinata dal Laboratorio R.T. Restauro Tessile di Albinea. Durante la serata il parroco don Carlo Castellini e le restauratrici illustreranno le caratteristiche eccezionali del manufatto ed  il lavoro di recupero eseguito. Saranno eseguite musiche da Marco Guidorizzi al piano in accompagnamento a letture sacre sugli episodi della vita della Madonna declamate da Caterina Cottafavi.
Il prezioso manufatto nei giorni successivi e fino al 4 Giugno verrà esposto al Museo Civico Il Correggio, nel Salone degli Arazzi.
Non si conoscono le vicende storiche di quella che potremmo chiamare anche una stola.
Misura 167 x 53 cm, è suddivisa in tre rettangoli finemente bordati, contenenti altrettanti episodi della vita di Maria: l’Annunciazione, la Visita a Santa Elisabetta, e il gruppo con Sant’Anna, Maria e Gesù Bambino. Ognuna di queste raffigurazioni è composta entro un ovale, ottenuto con un sapiente intreccio di fili d’oro e sete colorate. Le immagini fotografiche sono state realizzate dal fotografo Carlo Vannini di Reggio Emilia.
Le scene sono rappresentate con molta verità, anche nei particolari, ma soprattutto lasciano stupefatti la quantità e la qualità delle figure che accompagnano, al di sopra e al di sotto, gli ovali stessi. Nella parte superiore di ciascuna storia sono ricamate figure dell’aria, ossia uccelli che vengono rappresentati affrontati, avendo a lato cornucopie e vasi di frutta – soprattutto mele – realizzati tutti con bellissimi colori. Qui appaiono due fantasiosi pellicani che si beccano il petto, simboli di Cristo, e per due volte due serpentari che ovviamente riportano alla sconfitta del serpente, cioè del male.
Nello spazio al di sotto degli ovali stanno figure d’acqua, sempre affrontate e accompagnate da intrecci a verzure. Si vedono i delfini, che sono i mammiferi acquatici amici dell’uomo, a loro volta simboli di Cristo, e due presumibili tartarughe marine che, con il loro guscio ricurvo, ricordano la rotondità del cielo, diventando così mediatrici fra il regno sotterraneo e quello superiore. Del resto, presso molte popolazioni antiche, le tartarughe venivano raffigurate come reggitrici del mondo.
Stupefacente vedere come in uno spazio così limitato, e con finissimi punti d’ago, siano state realizzate figurazioni così accurate, vivaci, e tanto aderenti nella simbologia agli episodi rappresentati.
Alcuni ingrandimenti fotografici permetteranno di cogliere meglio la meraviglia eseguita da chissà quali mani, veramente prodigiose, che con fili d’oro hanno voluto rendere lode a Maria.

 

CorreggioProssim@mente


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Mercoledì 29 maggio alle ore 20,30 nella Chiesa di Santa Chiara in Correggio viene esposto un prezioso manufatto liturgico della fine del 1500. Si tratta di una probabile porzione ornativa di piviale o di casula, ricamata stupendamente a mano con fili d’oro e di seta. L’opera, di proprietà della Parrocchia di San Giorgio in Rio Saliceto, è stata recentemente ripristinata dal Laboratorio R.T. Restauro Tessile di Albinea. Durante la serata il parroco don Carlo Castellini e le restauratrici illustreranno le caratteristiche eccezionali del manufatto ed  il lavoro di recupero eseguito. Saranno eseguite musiche da Marco Guidorizzi al piano in accompagnamento a letture sacre sugli episodi della vita della Madonna declamate da Caterina Cottafavi.
Il prezioso manufatto nei giorni successivi e fino al 4 Giugno verrà esposto al Museo Civico Il Correggio, nel Salone degli Arazzi.
Non si conoscono le vicende storiche di quella che potremmo chiamare anche una stola.
Misura 167 x 53 cm, è suddivisa in tre rettangoli finemente bordati, contenenti altrettanti episodi della vita di Maria: l’Annunciazione, la Visita a Santa Elisabetta, e il gruppo con Sant’Anna, Maria e Gesù Bambino. Ognuna di queste raffigurazioni è composta entro un ovale, ottenuto con un sapiente intreccio di fili d’oro e sete colorate. Le immagini fotografiche sono state realizzate dal fotografo Carlo Vannini di Reggio Emilia.
Le scene sono rappresentate con molta verità, anche nei particolari, ma soprattutto lasciano stupefatti la quantità e la qualità delle figure che accompagnano, al di sopra e al di sotto, gli ovali stessi. Nella parte superiore di ciascuna storia sono ricamate figure dell’aria, ossia uccelli che vengono rappresentati affrontati, avendo a lato cornucopie e vasi di frutta – soprattutto mele – realizzati tutti con bellissimi colori. Qui appaiono due fantasiosi pellicani che si beccano il petto, simboli di Cristo, e per due volte due serpentari che ovviamente riportano alla sconfitta del serpente, cioè del male.
Nello spazio al di sotto degli ovali stanno figure d’acqua, sempre affrontate e accompagnate da intrecci a verzure. Si vedono i delfini, che sono i mammiferi acquatici amici dell’uomo, a loro volta simboli di Cristo, e due presumibili tartarughe marine che, con il loro guscio ricurvo, ricordano la rotondità del cielo, diventando così mediatrici fra il regno sotterraneo e quello superiore. Del resto, presso molte popolazioni antiche, le tartarughe venivano raffigurate come reggitrici del mondo.
Stupefacente vedere come in uno spazio così limitato, e con finissimi punti d’ago, siano state realizzate figurazioni così accurate, vivaci, e tanto aderenti nella simbologia agli episodi rappresentati.
Alcuni ingrandimenti fotografici permetteranno di cogliere meglio la meraviglia eseguita da chissà quali mani, veramente prodigiose, che con fili d’oro hanno voluto rendere lode a Maria.

 

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