“Inutile Tentare Imprigionare Sogni”
pubbl.: 16 Gennaio 2014 - Ufficio Stampa

Doppio appuntamento correggese, martedì 21 gennaio, per Cristiano Cavina. Lo scrittore romagnolo, che ha appena pubblicato il romanzo “Inutile Tentare Imprigionare Sogni” (marcos y marcos, 2013), ha infatti in programma un incontro con gli studenti alle ore 11, al Centro Sociale 25 Aprile; nel pomeriggio, poi, alle ore 18,30, a Palazzo Principi, alla biblioteca comunale “Giulio Einaudi”, aperitivo letterario – condotto da Marco Truzzi – con presentazione del romanzo.
Inutile Tentare Imprigionare Sogni” racconta avventure e disavventure di uno studente dell’Itis Alberghetti, un istituto tecnico di Imola. Il protagonista, Baldo Creonti, va male a scuola, è terrorizzato dalle interrogazioni ed è in cerca di una via di fuga. Particolare l’editing organizzato dalla casa editrice prima che il romanzo uscisse: periodicamente, infatti, Cavina era ospite di una classe di un liceo di Monza per far leggere ai ragazzi le pagine che stava scrivendo, ricevendo consigli e correzioni.


Cristiano Cavina
è nato a Faenza nel 1974 e, come ha raccontato in diversi suoi romanzi, è cresciuto insieme alla madre e ai nonni materni nelle case popolari di Casola Valsenio, piccolo paese nell’appennino ravennate, a cavallo tra Romagna e Toscana.
Con la sola eccezione di “Scavare una buca” (2010), tutti i romanzi di Cavina, pubblicati da marcos y marcos, sono appunto ambientati a Casola Valsenio e hanno come protagonista l’autore stesso, bambino legato al paese e alla famiglia, adolescente alle prese con il campionato di calcio della propria squadra amatoriale o adulto che si scopre padre.
Con il suo esordio, “Alla grande” (2003), ottiene un ottimo successo e nel 2006 si aggiudica il “Premio Tondelli”.
Del 2005 è il secondo romanzo, “Nel paese di Tolintesàc”, Premio Fenice Europa 2006.
Il terzo, “Un’ultima stagione da esordienti” è pubblicato nel novembre del 2006.
I frutti dimenticati”, è invece del 2008 e, per la prima volta, vede come protagonista un Cristiano Cavina adulto.
Del 2012 è “Romagna mia” (Laterza), racconto personale della Romagna e dei personaggi che l’hanno popolata.

CorreggioProssim@mente


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Doppio appuntamento correggese, martedì 21 gennaio, per Cristiano Cavina. Lo scrittore romagnolo, che ha appena pubblicato il romanzo “Inutile Tentare Imprigionare Sogni” (marcos y marcos, 2013), ha infatti in programma un incontro con gli studenti alle ore 11, al Centro Sociale 25 Aprile; nel pomeriggio, poi, alle ore 18,30, a Palazzo Principi, alla biblioteca comunale “Giulio Einaudi”, aperitivo letterario – condotto da Marco Truzzi – con presentazione del romanzo.
Inutile Tentare Imprigionare Sogni” racconta avventure e disavventure di uno studente dell’Itis Alberghetti, un istituto tecnico di Imola. Il protagonista, Baldo Creonti, va male a scuola, è terrorizzato dalle interrogazioni ed è in cerca di una via di fuga. Particolare l’editing organizzato dalla casa editrice prima che il romanzo uscisse: periodicamente, infatti, Cavina era ospite di una classe di un liceo di Monza per far leggere ai ragazzi le pagine che stava scrivendo, ricevendo consigli e correzioni.


Cristiano Cavina
è nato a Faenza nel 1974 e, come ha raccontato in diversi suoi romanzi, è cresciuto insieme alla madre e ai nonni materni nelle case popolari di Casola Valsenio, piccolo paese nell’appennino ravennate, a cavallo tra Romagna e Toscana.
Con la sola eccezione di “Scavare una buca” (2010), tutti i romanzi di Cavina, pubblicati da marcos y marcos, sono appunto ambientati a Casola Valsenio e hanno come protagonista l’autore stesso, bambino legato al paese e alla famiglia, adolescente alle prese con il campionato di calcio della propria squadra amatoriale o adulto che si scopre padre.
Con il suo esordio, “Alla grande” (2003), ottiene un ottimo successo e nel 2006 si aggiudica il “Premio Tondelli”.
Del 2005 è il secondo romanzo, “Nel paese di Tolintesàc”, Premio Fenice Europa 2006.
Il terzo, “Un’ultima stagione da esordienti” è pubblicato nel novembre del 2006.
I frutti dimenticati”, è invece del 2008 e, per la prima volta, vede come protagonista un Cristiano Cavina adulto.
Del 2012 è “Romagna mia” (Laterza), racconto personale della Romagna e dei personaggi che l’hanno popolata.

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