La posa di due “pietre d’inciampo” a ricordo di Gilda e Claudio Sinigaglia
pubbl.: 12 gennaio 2016 modif.: 13 gennaio 2016 - Ufficio Stampa

Dopo quella posata lo scorso anno a ricordo di Lucia Finzi, mercoledì 13 gennaio Correggio avrà due nuove “pietre d’inciampo”, le opere d’arte diffuse che ricordano a Reggio e sul territorio provinciale i reggiani deportati e uccisi nei campi di concentramento e sterminio nazisti o seguito delle discriminazioni razziali.
L’iniziativa, realizzata in collaborazione con Istoreco, vede alle ore 9,30, in via Mandrio (angolo via San Martino), l’installazione di due piccole piastre di ottone rialzate e incastonate, frutto di un’idea dell’artista tedesco Gunter Demnig, a ricordo di Gilda e Claudio Sinigaglia, davanti alla casa dove vissero prima di essere costretti a fuggire in ragione delle proprie origini ebraiche.
All’installazione saranno presenti il sindaco di Correggio, Ilenia Malavasi, lo stesso artista Gunter Demnig, il rabbino capo di Modena e Reggio, Beniamino Goldstein, Matthias Durchfeld, di Istoreco, due classi del Liceo Corso di Correggio e la classe quinta della scuola primaria del Convitto Corso. In particolare, la classe IV B del Liceo Classico ha ricostruito, in collaborazione con Istoreco, la vita di Gilda e Claudio Sinigaglia, eredi di una facoltosa famiglia ebraica, particolarmente influente a Correggio fino dal ‘600, dove contribuì allo sviluppo economico e sociale e dove, dopo l’Unità d’Italia, partecipò attivamente alla vita politica. Fuggiti dalla propria abitazione per le persecuzioni seguite alle leggi razziali, Claudio Sinigaglia, diabetico, morì a San Michele dei Mucchietti, frazione di Sassuolo, per l’assenza di insulina, e la sorella Gilda per una polmonite presa proprio mentre andava ad accudire il fratello.
“Dopo l’esperienza dello scorso anno, con il ricordo di Lucia Finzi, deportata e uccisa ad Auschwitz”, commenta il sindaco di Correggio, Ilenia Malavasi, “poseremo queste due nuove pietre per ricordare che il dramma delle leggi e delle discriminazioni razziali, di cui furono vittime tanti nostri concittadini, non si esaurisce solo nella terribile esperienza della deportazione, ma anche nelle privazioni e nelle sofferenze più piccole, ma con esiti spesso tragici, come nel caso dei fratelli Sinigaglia. Le pietre rappresentano per tutti noi degli inciampi culturali e invitano a riflettere attraverso un’opera d’arte diffusa e di grande valore, perché restituisce dignità a persone a cui è stata tolta e permette alle nuove generazioni di fermarsi e conoscere una realtà che ci ha toccato così da vicino. In questo senso la memoria diventa importante, in quanto riflessione sul passato che diventa consapevolezza sul presente. La posa delle pietre rappresenta anche la prima iniziativa tra quelle che l’amministrazione comunale promuoverà a Correggio, città che ha ospitato storicamente un’importante comunità ebraica, in occasione della Giornata della Memoria, il prossimo mercoledì 27 gennaio”.

Il progetto delle “pietre d’inciampo” è nato a Colonia nel 1995 e viene tuttora portato avanti dal suo ideatore, Gunte Demnig, che, con l’installazione di oltre 50mila pietre in tutta Europa, ha dato vita al più vasto e capillare monumento alla memoria antifascista del mondo. Nel territorio reggiano il progetto è arrivato lo scorso anno grazie a Istoreco e alle classi partecipanti al “Viaggio della memoria”.

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La posa di due “pietre d’inciampo” a ricordo di Gilda e Claudio Sinigaglia
pubbl.: 12 gennaio 2016 modif.: 13 gennaio 2016 - Ufficio Stampa

Dopo quella posata lo scorso anno a ricordo di Lucia Finzi, mercoledì 13 gennaio Correggio avrà due nuove “pietre d’inciampo”, le opere d’arte diffuse che ricordano a Reggio e sul territorio provinciale i reggiani deportati e uccisi nei campi di concentramento e sterminio nazisti o seguito delle discriminazioni razziali.
L’iniziativa, realizzata in collaborazione con Istoreco, vede alle ore 9,30, in via Mandrio (angolo via San Martino), l’installazione di due piccole piastre di ottone rialzate e incastonate, frutto di un’idea dell’artista tedesco Gunter Demnig, a ricordo di Gilda e Claudio Sinigaglia, davanti alla casa dove vissero prima di essere costretti a fuggire in ragione delle proprie origini ebraiche.
All’installazione saranno presenti il sindaco di Correggio, Ilenia Malavasi, lo stesso artista Gunter Demnig, il rabbino capo di Modena e Reggio, Beniamino Goldstein, Matthias Durchfeld, di Istoreco, due classi del Liceo Corso di Correggio e la classe quinta della scuola primaria del Convitto Corso. In particolare, la classe IV B del Liceo Classico ha ricostruito, in collaborazione con Istoreco, la vita di Gilda e Claudio Sinigaglia, eredi di una facoltosa famiglia ebraica, particolarmente influente a Correggio fino dal ‘600, dove contribuì allo sviluppo economico e sociale e dove, dopo l’Unità d’Italia, partecipò attivamente alla vita politica. Fuggiti dalla propria abitazione per le persecuzioni seguite alle leggi razziali, Claudio Sinigaglia, diabetico, morì a San Michele dei Mucchietti, frazione di Sassuolo, per l’assenza di insulina, e la sorella Gilda per una polmonite presa proprio mentre andava ad accudire il fratello.
“Dopo l’esperienza dello scorso anno, con il ricordo di Lucia Finzi, deportata e uccisa ad Auschwitz”, commenta il sindaco di Correggio, Ilenia Malavasi, “poseremo queste due nuove pietre per ricordare che il dramma delle leggi e delle discriminazioni razziali, di cui furono vittime tanti nostri concittadini, non si esaurisce solo nella terribile esperienza della deportazione, ma anche nelle privazioni e nelle sofferenze più piccole, ma con esiti spesso tragici, come nel caso dei fratelli Sinigaglia. Le pietre rappresentano per tutti noi degli inciampi culturali e invitano a riflettere attraverso un’opera d’arte diffusa e di grande valore, perché restituisce dignità a persone a cui è stata tolta e permette alle nuove generazioni di fermarsi e conoscere una realtà che ci ha toccato così da vicino. In questo senso la memoria diventa importante, in quanto riflessione sul passato che diventa consapevolezza sul presente. La posa delle pietre rappresenta anche la prima iniziativa tra quelle che l’amministrazione comunale promuoverà a Correggio, città che ha ospitato storicamente un’importante comunità ebraica, in occasione della Giornata della Memoria, il prossimo mercoledì 27 gennaio”.

Il progetto delle “pietre d’inciampo” è nato a Colonia nel 1995 e viene tuttora portato avanti dal suo ideatore, Gunte Demnig, che, con l’installazione di oltre 50mila pietre in tutta Europa, ha dato vita al più vasto e capillare monumento alla memoria antifascista del mondo. Nel territorio reggiano il progetto è arrivato lo scorso anno grazie a Istoreco e alle classi partecipanti al “Viaggio della memoria”.

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