LINI910, cent’anni in una notte
pubbl.: 16 Giugno 2010 - Ufficio Stampa

La cantina Lini ha un secolo di storia: dal 1910, a Correggio.
La sua cultura enologica ha attraversato tutti i cambiamenti che il mondo del vino ha vissuto: sia nel produrlo che nel berlo. Il vino è un prodotto vivo, che rispecchia la cultura della collettività. Ogni enologo dirà, come dice Lini 910: “Io faccio il vino seguendo il mio gusto, non le mode!”. Eppure, chi fa vino, vive intensamente il suo rapporto con la gente che gli sta attorno. Cerca di capirne i pensieri segreti e i gusti espliciti. E inevitabilmente, li interpreta nella bottiglia cercando la qualità; in ogni scelta che deve fare, dalla vigna alla cantina. Sicuramente negli ultimi dieci anni, il vino italiano ha conosciuto un vero e proprio “Rinascimento”, presentando un prodotto più immediato da capire e ricco di valori e raggiungendo un nuovo successo commerciale e creando una sua cultura che è diventata quasi una moda.


“Il vino sa rivestire il più sordido tugurio di un lusso miracoloso, e innalza portici favolosi nell’oro del suo rosso vapore come un tramonto in un cielo annuvolato”: con queste parole Baudelaire celebra il vino.
“Noi”, spiegano gli organizzatori, “vorremmo farlo immaginando di stappare una bottiglia da anni conservata. Nel suo bouquet ritroviamo chi lo ha cantato, chi lo ha prodotto, lavorando sulle vigne, e chi ha scritto con l’aratro sulla nostra terra. I nostri cento anni sono fatti di piedi, di mani, di risate, di suggestioni. Ma vogliono anche raccontare gli artisti che del vino hanno fatto soggetto d’arte. Il 19 giugno, a Correggio, nella nostra Correggio, festeggiamo 100 anni di storia condividendo questo grande momento fatto di vino; e quindi anche di musica, di colori, din “facce che noi conosciamo”, di occhi e di quella passione che diventa epica domestica”.

CorreggioProssim@mente


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LINI910, cent’anni in una notte
pubbl.: 16 Giugno 2010 - Ufficio Stampa

La cantina Lini ha un secolo di storia: dal 1910, a Correggio.
La sua cultura enologica ha attraversato tutti i cambiamenti che il mondo del vino ha vissuto: sia nel produrlo che nel berlo. Il vino è un prodotto vivo, che rispecchia la cultura della collettività. Ogni enologo dirà, come dice Lini 910: “Io faccio il vino seguendo il mio gusto, non le mode!”. Eppure, chi fa vino, vive intensamente il suo rapporto con la gente che gli sta attorno. Cerca di capirne i pensieri segreti e i gusti espliciti. E inevitabilmente, li interpreta nella bottiglia cercando la qualità; in ogni scelta che deve fare, dalla vigna alla cantina. Sicuramente negli ultimi dieci anni, il vino italiano ha conosciuto un vero e proprio “Rinascimento”, presentando un prodotto più immediato da capire e ricco di valori e raggiungendo un nuovo successo commerciale e creando una sua cultura che è diventata quasi una moda.


“Il vino sa rivestire il più sordido tugurio di un lusso miracoloso, e innalza portici favolosi nell’oro del suo rosso vapore come un tramonto in un cielo annuvolato”: con queste parole Baudelaire celebra il vino.
“Noi”, spiegano gli organizzatori, “vorremmo farlo immaginando di stappare una bottiglia da anni conservata. Nel suo bouquet ritroviamo chi lo ha cantato, chi lo ha prodotto, lavorando sulle vigne, e chi ha scritto con l’aratro sulla nostra terra. I nostri cento anni sono fatti di piedi, di mani, di risate, di suggestioni. Ma vogliono anche raccontare gli artisti che del vino hanno fatto soggetto d’arte. Il 19 giugno, a Correggio, nella nostra Correggio, festeggiamo 100 anni di storia condividendo questo grande momento fatto di vino; e quindi anche di musica, di colori, din “facce che noi conosciamo”, di occhi e di quella passione che diventa epica domestica”.

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