Porta a porta nelle frazioni di Prato e Lemizzone
pubbl.: 23 Gennaio 2008 - Ufficio Stampa

Nuovo sistema di raccolta dei rifiuti nelle due frazioni di Correggio.


Presentato martedì sera, nel corso di una serata pubblica a Prato di Correggio, il progetto di raccolta dei rifiuti porta a porta che l’amministrazione comunale avvierà a partire dal mese di giugno nelle frazioni di Prato e Lemizzone. Il sindaco Marzio Iotti e l’ing. Simone Aristarchi, responsabile del settore Qualità Urbana del Comune di Correggio, hanno illustrato ai numerosi presenti le motivazioni che hanno portato a questa scelta, fornendo anche alcuni dettagli sul nuovo sistema.
Correggio produce ogni anno poco più di 19mila tonnellate di rifiuti urbani (rifiuti domestici e assimilati da attività produttive), con un’alta percentuale di raccolta differenziata che, negli ultimi anni, si è attestata sopra il 53%. Ma l’obiettivo per il prossimo futuro, secondo il PPGR Piano Provinciale, fissano nel 65% la percentuale di raccolta differenziata per l’area correggese.
“Per questo – ha riferito il sindaco Iotti – già più di un anno e mezzo fa abbiamo cominciato una serie di incontri con associazioni ambientaliste, sindacati e associazioni di categoria al fine di individuare insieme la migliore soluzione condivisa. Sul tavolo abbiamo portato varie ipotesi, legate alla struttura del territorio correggese e ai vari costi preventivati con l’ente gestore, utili a realizzare gli obiettivi fissati: riduzione della produzione dei rifiuti, aumento della percentuale di differenziata, miglioramento delle gestione post consumo e minor impatto ambientale possibile. Alla fine la soluzione del porta a porta ha prevalso su quella denominata a ecopunti (numerose aree attrezzate sparse sul territorio e la possibilità di depositare i rifiuti con un badge elettronico), che avrebbe comportato un maggiore investimento iniziale e una minore flessibilità di sistema. Rispettando il piano d’ambito, il porta a porta inizierà per ora nelle frazioni di Prato e Lemizzone, anche per dare continuità ad analoghe esperienze che il Comune di San Martino in Rio attiverà a Gazzata e il Comune di Reggio Emilia ha già sperimentato a Gavassa”.
Le frazioni coinvolte contano circa 2000 abitanti e, almeno per quanto riguarda Prato, anche una discreta presenza di attività produttive.
“Il porta a porta che introdurremo a Correggio – ha spiegato l’ing. Aristarchi – prevede la raccolta separata di tre tipi di rifiuti: secco indifferenziato, organico umido e carta. Per vetro e lattine, invece, continueranno a rimanere in funzione le campane verdi. I cittadini interessati riceveranno un kit apposito e, per le prime fasi, avranno la possibilità di avvalersi di una formazione apposita, attraverso veri e propri tutor che spiegheranno loro il corretto smaltimento. Saranno anche attivati uno sportello informativo e una specifica campagna di informazione e comunicazione”.
“In casi come questi – ha concluso Iotti rispondendo ad alcune richieste di maggiore estensione del sistema porta a porta sul territorio comunale – parliamo di sperimentazione perché, pur essendo tecniche ormai consolidate, non si può mai sapere preventivamente come una zona risponda a questo genere di novità, che offre numerosi vantaggi, ma comporta, almeno inizialmente, anche una maggiore responsabilizzazione degli utenti. Anche mettendo in conto qualche difficoltà iniziale, siamo decisamente convinti della riuscita dell’iniziativa e della partecipazione attiva e consapevole dei cittadini coinvolti”.

CorreggioProssim@mente


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Presentato martedì sera, nel corso di una serata pubblica a Prato di Correggio, il progetto di raccolta dei rifiuti porta a porta che l’amministrazione comunale avvierà a partire dal mese di giugno nelle frazioni di Prato e Lemizzone. Il sindaco Marzio Iotti e l’ing. Simone Aristarchi, responsabile del settore Qualità Urbana del Comune di Correggio, hanno illustrato ai numerosi presenti le motivazioni che hanno portato a questa scelta, fornendo anche alcuni dettagli sul nuovo sistema.
Correggio produce ogni anno poco più di 19mila tonnellate di rifiuti urbani (rifiuti domestici e assimilati da attività produttive), con un’alta percentuale di raccolta differenziata che, negli ultimi anni, si è attestata sopra il 53%. Ma l’obiettivo per il prossimo futuro, secondo il PPGR Piano Provinciale, fissano nel 65% la percentuale di raccolta differenziata per l’area correggese.
“Per questo – ha riferito il sindaco Iotti – già più di un anno e mezzo fa abbiamo cominciato una serie di incontri con associazioni ambientaliste, sindacati e associazioni di categoria al fine di individuare insieme la migliore soluzione condivisa. Sul tavolo abbiamo portato varie ipotesi, legate alla struttura del territorio correggese e ai vari costi preventivati con l’ente gestore, utili a realizzare gli obiettivi fissati: riduzione della produzione dei rifiuti, aumento della percentuale di differenziata, miglioramento delle gestione post consumo e minor impatto ambientale possibile. Alla fine la soluzione del porta a porta ha prevalso su quella denominata a ecopunti (numerose aree attrezzate sparse sul territorio e la possibilità di depositare i rifiuti con un badge elettronico), che avrebbe comportato un maggiore investimento iniziale e una minore flessibilità di sistema. Rispettando il piano d’ambito, il porta a porta inizierà per ora nelle frazioni di Prato e Lemizzone, anche per dare continuità ad analoghe esperienze che il Comune di San Martino in Rio attiverà a Gazzata e il Comune di Reggio Emilia ha già sperimentato a Gavassa”.
Le frazioni coinvolte contano circa 2000 abitanti e, almeno per quanto riguarda Prato, anche una discreta presenza di attività produttive.
“Il porta a porta che introdurremo a Correggio – ha spiegato l’ing. Aristarchi – prevede la raccolta separata di tre tipi di rifiuti: secco indifferenziato, organico umido e carta. Per vetro e lattine, invece, continueranno a rimanere in funzione le campane verdi. I cittadini interessati riceveranno un kit apposito e, per le prime fasi, avranno la possibilità di avvalersi di una formazione apposita, attraverso veri e propri tutor che spiegheranno loro il corretto smaltimento. Saranno anche attivati uno sportello informativo e una specifica campagna di informazione e comunicazione”.
“In casi come questi – ha concluso Iotti rispondendo ad alcune richieste di maggiore estensione del sistema porta a porta sul territorio comunale – parliamo di sperimentazione perché, pur essendo tecniche ormai consolidate, non si può mai sapere preventivamente come una zona risponda a questo genere di novità, che offre numerosi vantaggi, ma comporta, almeno inizialmente, anche una maggiore responsabilizzazione degli utenti. Anche mettendo in conto qualche difficoltà iniziale, siamo decisamente convinti della riuscita dell’iniziativa e della partecipazione attiva e consapevole dei cittadini coinvolti”.

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