Trivellazioni e sondaggi per la ricerca di idrocarburi
pubbl.: 25 Gennaio 2013 - Ufficio Stampa

Nel corso della seduta del consiglio comunale di gennaio, il gruppo consiliare “Correggio Al Centro – UDC” ha chiesto ragioni della contrarietà dell’amministrazione in merito al progetto di trivellazioni e ricerca di idrocarburi prevista anche sul territorio correggese.


Di seguito la risposta del sindaco Marzio Iotti.


 


In merito alle trivellazioni e ai sondaggi per la ricerca di idrocarburi previsti anche sul nostro territorio, i sindaci dell’Unione Comuni Pianura Reggiana hanno inviato al Ministero competente per le autorizzazioni e alla Regione Emilia-Romagna richiesta di informazioni e, implicitamente, di sospensione delle suddette attività.
Circa l’ipotetica correlazione tra attività di ricerca e sfruttamento di giacimenti di idrocarburi ed eventi sismici le posizioni, assolutamente maggioritarie, della comunità scientifica affermano che nessuna attività dell’uomo (sondaggi, perforazioni, prelievi di idrocarburi, prelievi di acqua, ecc…) può creare o indurre terremoti di intensità pari a quelli avvenuti recentemente in Emilia-Romagna. La profondità degli ipocentri dei terremoti registrati è generalmente superiore a 5-6 km, spesso oltre 10 km, e l’energia in gioco è tale da escludere qualunque possibile legame con attività umane. Nella nostra pianura terremoti di intensità simile ci sono stati anche in passato (vedi il terremoto interminabile e distruttivo di Ferrara e del ferrarese del 1570) quando le perforazioni per idrocarburi non esistevano. Inoltre è evidente come le zone dove avviene attualmente un enorme prelievo di gas e petrolio – Arabia Saudita, Mare del Nord al largo della Norvegia, per esempio) sono praticamente “asismiche”.
Su queste basi, dunque, si potrebbe ignorare le richieste di comitati vari che stanno chiedendo confronti  o di singoli cittadini preoccupati e non convinti di queste ragioni. Eppure, il nostro ruolo di sindaci, pur mantenendo il dovuto profilo istituzionale e il rispetto delle Leggi, dei ruoli e delle competenze, non è solo quello di raccogliere ed esaminare pareri scientifici e fare atti amministrativi conseguenti, ma anche quello di interpretare il sentire della popolazione e le diverse istanze. A L’Aquila, fatte le debite proporzioni, a distanza di oltre tre anni dal sisma, si segnalano gravi e certificati disagi psichici tra cui l’abuso di psicofarmaci e di alcool, per non parlare dell’impennata esponenziale dei trattamenti sanitari obbligatori. Più in generale sono noti, e di questo vi è ampia documentazione, gli effetti pesanti delle paure e delle ansie conseguenti a eventi traumatici come sono i terremoti, veri e proprio “disturbi post-traumatici da stress”.
Occorre per questo tener conto che sono passati solo pochi mesi da un evento sismico che ha causato distruzione e vittime vicinissimi a noi. A noi amministratori locali le leggi attuali non conferiscono competenze e quindi poteri di interferire sugli iter autorizzativi se non attraverso osservazioni nella procedura di VIA che tuttavia, in un caso come il nostro, in presenza di un recentissimo evento sismico, potrebbe estendersi anche verso la VIS. Quindi la nostra posizione è di contrarietà a questo tipo di attività in questo periodo. Secondo noi non ci sono le condizioni per una serena fase di approfondimento della questione, sufficiente a tranquillizzare la popolazione e quindi ad evitare fenomeni di allarme sociale con le conseguenze citate. Questo tipo di posizione non si può tradurre in un divieto di tali attività ma faremo il possibile per allontanare nel tempo il loro eventuale inizio favorendo invece un approfondimento serio, indipendente da interessi di parte.


 

CorreggioProssim@mente


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Trivellazioni e sondaggi per la ricerca di idrocarburi
pubbl.: 25 Gennaio 2013 - Ufficio Stampa

Nel corso della seduta del consiglio comunale di gennaio, il gruppo consiliare “Correggio Al Centro – UDC” ha chiesto ragioni della contrarietà dell’amministrazione in merito al progetto di trivellazioni e ricerca di idrocarburi prevista anche sul territorio correggese.


Di seguito la risposta del sindaco Marzio Iotti.


 


In merito alle trivellazioni e ai sondaggi per la ricerca di idrocarburi previsti anche sul nostro territorio, i sindaci dell’Unione Comuni Pianura Reggiana hanno inviato al Ministero competente per le autorizzazioni e alla Regione Emilia-Romagna richiesta di informazioni e, implicitamente, di sospensione delle suddette attività.
Circa l’ipotetica correlazione tra attività di ricerca e sfruttamento di giacimenti di idrocarburi ed eventi sismici le posizioni, assolutamente maggioritarie, della comunità scientifica affermano che nessuna attività dell’uomo (sondaggi, perforazioni, prelievi di idrocarburi, prelievi di acqua, ecc…) può creare o indurre terremoti di intensità pari a quelli avvenuti recentemente in Emilia-Romagna. La profondità degli ipocentri dei terremoti registrati è generalmente superiore a 5-6 km, spesso oltre 10 km, e l’energia in gioco è tale da escludere qualunque possibile legame con attività umane. Nella nostra pianura terremoti di intensità simile ci sono stati anche in passato (vedi il terremoto interminabile e distruttivo di Ferrara e del ferrarese del 1570) quando le perforazioni per idrocarburi non esistevano. Inoltre è evidente come le zone dove avviene attualmente un enorme prelievo di gas e petrolio – Arabia Saudita, Mare del Nord al largo della Norvegia, per esempio) sono praticamente “asismiche”.
Su queste basi, dunque, si potrebbe ignorare le richieste di comitati vari che stanno chiedendo confronti  o di singoli cittadini preoccupati e non convinti di queste ragioni. Eppure, il nostro ruolo di sindaci, pur mantenendo il dovuto profilo istituzionale e il rispetto delle Leggi, dei ruoli e delle competenze, non è solo quello di raccogliere ed esaminare pareri scientifici e fare atti amministrativi conseguenti, ma anche quello di interpretare il sentire della popolazione e le diverse istanze. A L’Aquila, fatte le debite proporzioni, a distanza di oltre tre anni dal sisma, si segnalano gravi e certificati disagi psichici tra cui l’abuso di psicofarmaci e di alcool, per non parlare dell’impennata esponenziale dei trattamenti sanitari obbligatori. Più in generale sono noti, e di questo vi è ampia documentazione, gli effetti pesanti delle paure e delle ansie conseguenti a eventi traumatici come sono i terremoti, veri e proprio “disturbi post-traumatici da stress”.
Occorre per questo tener conto che sono passati solo pochi mesi da un evento sismico che ha causato distruzione e vittime vicinissimi a noi. A noi amministratori locali le leggi attuali non conferiscono competenze e quindi poteri di interferire sugli iter autorizzativi se non attraverso osservazioni nella procedura di VIA che tuttavia, in un caso come il nostro, in presenza di un recentissimo evento sismico, potrebbe estendersi anche verso la VIS. Quindi la nostra posizione è di contrarietà a questo tipo di attività in questo periodo. Secondo noi non ci sono le condizioni per una serena fase di approfondimento della questione, sufficiente a tranquillizzare la popolazione e quindi ad evitare fenomeni di allarme sociale con le conseguenze citate. Questo tipo di posizione non si può tradurre in un divieto di tali attività ma faremo il possibile per allontanare nel tempo il loro eventuale inizio favorendo invece un approfondimento serio, indipendente da interessi di parte.


 

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