Una serata per discutere insieme della crisi
pubbl.: 18 Febbraio 2009 - Ufficio Stampa

Lunedì 16 febbraio, nel salone del bocciodromo “Vicentini”, il sindaco Marzio Iotti ha convocato in assemblea straordinaria i cittadini, le associazioni di categoria, i sindacati, il mondo delle imprese e del volontariato per discutere insieme dell’attuale e difficile momento socioeconomico. Durante la serata, dedicata al tema “La crisi e noi”, sono state fornite le cifre che fotografano l’andamento e la tenuta della coesione sociale correggese e lo stato dell’economia locale. Il sindaco ha, inoltre, illustrato il ruolo del Comune di Correggio e la proposta per una rete di solidarietà correggese.


Lo scopo della serata è stato quello di scambiare tra amministrazione e cittadini informazioni, idee e, soprattutto consapevolezza. È stato scelto come referente il mondo dell’associazionismo come canale per parlare a più persone possibile.
Da alcuni mesi, il termine crisi risuona attraverso i mezzi di informazione di massa, ma anche nelle chiacchierate sotto i portici: non c’è esperienza di questo tipo di crisi e c’è addirittura chi sostiene che quella che abbiamo di fronte sia soltanto una “pre-crisi” che si svilupperà, nella sua totalità nel 2010 e 2011.
“Di fronte a una situazione di questo tipo è logico avere paura”, ha affermato il sindaco, aprendo la serata. “Il nostro obiettivo, però, è quello di evitare di cadere nell’allarmismo. Dobbiamo piuttosto avere la consapevolezza della situazione attuale e cercare di mettere in campo le idee e le capacità per affrontare una situazione a cui non siamo abituati. In questi anni, in effetti, abbiamo fortunatamente sviluppato una inattitudine nell’affrontare situazioni di disoccupazione e difficoltà economiche e sociali. In questo fenomeno possiamo dire ci siano tre livelli: quello finanziario, quello economico e quello sociale”.
Eppure, sappiamo come ci sia ancora l’idea di provare a scorporare la crisi finanziaria da quella dei consumi reali, quasi che si trattasse di due mondi paralleli. Gli ultimi dati, sia a livello nazionale che locale, purtroppo dimostrano che non è così.
“Una cosa che ritengo molto importante”, afferma il sindaco, “è che qualunque sarà il livello della crisi non tutti saranno toccati allo stesso modo. Almeno apparentemente ci sarà chi verrà toccato poco nelle sue entrate domestiche, ci sarà persino chi farà affari (è sempre stato così), ma non per questo potremo considerarci estranei e pensare di essere totalmente al riparo da conseguenze. Se in una comunità si formano sacche di disagio , se vicino a noi avremo aree di sofferenza, non possiamo avere l’illusione di non sentirne tutti le conseguenze. Quindi tutti dovranno farsi carico della situazione, ognuno per la sua parte, perché questa è la nostra terra, la nostra casa ed è nell’interesse di tutti che in questa casa si stia bene”.
Correggio, in questo senso, può contare anche sul fatto che molti degli imprenditori presenti sul territorio siano essi stessi correggesi, in grado, cioè, di poter rispondere concretamente ad una chiamata di responsabilità sociale nelle scelte che dovranno essere prese nei prossimi mesi.
“Questo è proprio uno di quei momenti”, conferma Iotti, “in cui, nello stesso tempo, occorre assistere nell’emergenza, evitando danni sociali pesanti, ma si può pensare anche a un futuro più stabile: in poche parole, gestire l’emergenza e generare futuro”.
Durante la serata è stata lanciata anche la proposta di una rete di solidarietà correggese, per cercare di proporre soluzioni condivise che tengano conto della chiarezza dei ruoli e delle funzioni di ognuno.
“Dovremo mettere insieme”, ha spiegato il sindaco, “un gruppo di lavoro in cui gli attori della nostra comunità, coordinati con l’amministrazione, elaborino idee e organizzino la loro fattibilità. Per questo riteniamo fondamentale l’aiuto, il supporto, la creatività propri del mondo dell’associazionismo, del volontariato e delle varie parti sociali coinvolte”.
Naturalmente, in una situazione come questa, diventa naturale chiedersi cosa possa fare concretamente il Comune e cosa, invece, è di competenza dalla comunità.
“Prima di tutto va detto che l’azienda Comune non è immune dalla crisi”, dice il sindaco. “Questo va detto non perché si vuole mettere le mani avanti, ma perché bisogna essere consapevoli di come stanno realmente le cose. Come amministrazione faremo sicuramente la bistra parte. Abbiamo già attivato un osservatorio che riguarda l’occupazione, la pressione sui servizi e l’andamento demografico e sono già state adottate alcune misure (qua illustrate a parte, ndr). Poi ci siamo impegnati nel reperimento fondi per l’area sociale. Non siamo certo un Comune sprecone, ma non abbiamo a disposizione riserve auree. Ci siamo posti l’obiettivo di reperire una somma sulla parte corrente del bilancio di circa 200mila euro ed è stata comunque una scelta dolorosa perché ha comportato tagli in vari settori. La ricchezza non si produce da sola, ma ora più che mai è necessario un criterio etico di utilizzo delle risorse, ma anche indispensabile generare futuro. Noi possiamo attivarci sulla redistribuzione del reddito, per esempio lavorando sulle rette dei servizi alla persona. Ma è fondamentale soprattutto produrre reddito, altrimenti in poco tempo avremo da ridistribuire solo povertà. Quindi occorre rapidamente individuare i settori da innovare e quelli da superare. Questo è un territorio  dove ci si è saputi reinventare in momenti difficili, dove si sono create nuove forme e diverse collaborazioni di lavoro ed è probabile che dovremo sfoderare di nuovo queste risorse e ritrovare queste capacità. In fondo, speriamo che questa crisi possa essere una malattia utile a generare anticorpi e che ci faccia rendere conto degli eccessi di cui siamo stati prima artefici e poi vittime. Se riusciremo a ridurne gli effetti negativi tutti ne saremo contenti, ma avremo comunque avuto l’occasione per fare una riflessione profonda sulla comunità, sulla sua fragilità e sulle sue risorse”.

CorreggioProssim@mente


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Una serata per discutere insieme della crisi
pubbl.: 18 Febbraio 2009 - Ufficio Stampa

Lunedì 16 febbraio, nel salone del bocciodromo “Vicentini”, il sindaco Marzio Iotti ha convocato in assemblea straordinaria i cittadini, le associazioni di categoria, i sindacati, il mondo delle imprese e del volontariato per discutere insieme dell’attuale e difficile momento socioeconomico. Durante la serata, dedicata al tema “La crisi e noi”, sono state fornite le cifre che fotografano l’andamento e la tenuta della coesione sociale correggese e lo stato dell’economia locale. Il sindaco ha, inoltre, illustrato il ruolo del Comune di Correggio e la proposta per una rete di solidarietà correggese.


Lo scopo della serata è stato quello di scambiare tra amministrazione e cittadini informazioni, idee e, soprattutto consapevolezza. È stato scelto come referente il mondo dell’associazionismo come canale per parlare a più persone possibile.
Da alcuni mesi, il termine crisi risuona attraverso i mezzi di informazione di massa, ma anche nelle chiacchierate sotto i portici: non c’è esperienza di questo tipo di crisi e c’è addirittura chi sostiene che quella che abbiamo di fronte sia soltanto una “pre-crisi” che si svilupperà, nella sua totalità nel 2010 e 2011.
“Di fronte a una situazione di questo tipo è logico avere paura”, ha affermato il sindaco, aprendo la serata. “Il nostro obiettivo, però, è quello di evitare di cadere nell’allarmismo. Dobbiamo piuttosto avere la consapevolezza della situazione attuale e cercare di mettere in campo le idee e le capacità per affrontare una situazione a cui non siamo abituati. In questi anni, in effetti, abbiamo fortunatamente sviluppato una inattitudine nell’affrontare situazioni di disoccupazione e difficoltà economiche e sociali. In questo fenomeno possiamo dire ci siano tre livelli: quello finanziario, quello economico e quello sociale”.
Eppure, sappiamo come ci sia ancora l’idea di provare a scorporare la crisi finanziaria da quella dei consumi reali, quasi che si trattasse di due mondi paralleli. Gli ultimi dati, sia a livello nazionale che locale, purtroppo dimostrano che non è così.
“Una cosa che ritengo molto importante”, afferma il sindaco, “è che qualunque sarà il livello della crisi non tutti saranno toccati allo stesso modo. Almeno apparentemente ci sarà chi verrà toccato poco nelle sue entrate domestiche, ci sarà persino chi farà affari (è sempre stato così), ma non per questo potremo considerarci estranei e pensare di essere totalmente al riparo da conseguenze. Se in una comunità si formano sacche di disagio , se vicino a noi avremo aree di sofferenza, non possiamo avere l’illusione di non sentirne tutti le conseguenze. Quindi tutti dovranno farsi carico della situazione, ognuno per la sua parte, perché questa è la nostra terra, la nostra casa ed è nell’interesse di tutti che in questa casa si stia bene”.
Correggio, in questo senso, può contare anche sul fatto che molti degli imprenditori presenti sul territorio siano essi stessi correggesi, in grado, cioè, di poter rispondere concretamente ad una chiamata di responsabilità sociale nelle scelte che dovranno essere prese nei prossimi mesi.
“Questo è proprio uno di quei momenti”, conferma Iotti, “in cui, nello stesso tempo, occorre assistere nell’emergenza, evitando danni sociali pesanti, ma si può pensare anche a un futuro più stabile: in poche parole, gestire l’emergenza e generare futuro”.
Durante la serata è stata lanciata anche la proposta di una rete di solidarietà correggese, per cercare di proporre soluzioni condivise che tengano conto della chiarezza dei ruoli e delle funzioni di ognuno.
“Dovremo mettere insieme”, ha spiegato il sindaco, “un gruppo di lavoro in cui gli attori della nostra comunità, coordinati con l’amministrazione, elaborino idee e organizzino la loro fattibilità. Per questo riteniamo fondamentale l’aiuto, il supporto, la creatività propri del mondo dell’associazionismo, del volontariato e delle varie parti sociali coinvolte”.
Naturalmente, in una situazione come questa, diventa naturale chiedersi cosa possa fare concretamente il Comune e cosa, invece, è di competenza dalla comunità.
“Prima di tutto va detto che l’azienda Comune non è immune dalla crisi”, dice il sindaco. “Questo va detto non perché si vuole mettere le mani avanti, ma perché bisogna essere consapevoli di come stanno realmente le cose. Come amministrazione faremo sicuramente la bistra parte. Abbiamo già attivato un osservatorio che riguarda l’occupazione, la pressione sui servizi e l’andamento demografico e sono già state adottate alcune misure (qua illustrate a parte, ndr). Poi ci siamo impegnati nel reperimento fondi per l’area sociale. Non siamo certo un Comune sprecone, ma non abbiamo a disposizione riserve auree. Ci siamo posti l’obiettivo di reperire una somma sulla parte corrente del bilancio di circa 200mila euro ed è stata comunque una scelta dolorosa perché ha comportato tagli in vari settori. La ricchezza non si produce da sola, ma ora più che mai è necessario un criterio etico di utilizzo delle risorse, ma anche indispensabile generare futuro. Noi possiamo attivarci sulla redistribuzione del reddito, per esempio lavorando sulle rette dei servizi alla persona. Ma è fondamentale soprattutto produrre reddito, altrimenti in poco tempo avremo da ridistribuire solo povertà. Quindi occorre rapidamente individuare i settori da innovare e quelli da superare. Questo è un territorio  dove ci si è saputi reinventare in momenti difficili, dove si sono create nuove forme e diverse collaborazioni di lavoro ed è probabile che dovremo sfoderare di nuovo queste risorse e ritrovare queste capacità. In fondo, speriamo che questa crisi possa essere una malattia utile a generare anticorpi e che ci faccia rendere conto degli eccessi di cui siamo stati prima artefici e poi vittime. Se riusciremo a ridurne gli effetti negativi tutti ne saremo contenti, ma avremo comunque avuto l’occasione per fare una riflessione profonda sulla comunità, sulla sua fragilità e sulle sue risorse”.

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