Albero Habitat: Una storia in Evoluzione

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Nel Parco Enzo Biagi di Correggio, un albero che avrebbe potuto essere abbattuto è diventato il punto di partenza di un progetto dedicato alla biodiversità urbana.

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01 Luglio 2026

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Albero Habitat: Una storia in Evoluzione

Un ecosistema per la biodiversità urbana

Una seconda vita per la pioppa del Parco Biagi

Nel Parco Enzo Biagi di Correggio, un albero che avrebbe potuto essere abbattuto è diventato il punto di partenza di un progetto dedicato alla biodiversità urbana.

La grande pioppa che oggi osserviamo non è soltanto un albero conservato: è un ecosistema in evoluzione, un laboratorio a cielo aperto e un esempio concreto di come la gestione del verde pubblico possa integrare sicurezza, tutela della natura, adattamento ai cambiamenti climatici e divulgazione ambientale.

Evoluzione morfologica, stress dovuto al cambiamento climatico ed azione di alcune specie di funghi cariogeni, avevano contribuito a compromettere la stabilità dell'albero, rendendo necessario valutare interventi per garantire la sicurezza dell'area. Invece di procedere all'abbattimento, il Comune di Correggio ha scelto di trasformare questa criticità in un'opportunità: conservare l'albero attraverso specifici interventi di veteranizzazione, ridimensionamento, dedicare uno spazio idoneo di sicurezza in caso di futuri cedimenti, e contestualmente farne il cuore di un progetto dedicato alla biodiversità.

Nasce così l'Albero Habitat, un intervento che tutela un elemento significativo del paesaggio del parco e, allo stesso tempo, crea nuove opportunità per la fauna e la flora che condividono con noi gli spazi urbani.

Che cos'è un Albero Habitat?

Un Albero Habitat è un albero che, grazie alle proprie caratteristiche naturali o a specifici interventi di gestione, offre rifugio, alimentazione e siti di riproduzione a numerose specie animali e vegetali.

Con il passare degli anni, o a causa di danni arrecati da attività umane, gli alberi sviluppano cavità, fessure della corteccia, rami secchi, zone interessate da funghi, accumuli di materia organica, muschi ed essudati. Questi elementi, spesso percepiti come segni di degrado, difetti o motivi per richiederne la rimozione, rappresentano in realtà habitat preziosi per molte forme di vita, spesso gli unici luoghi in cui poter trovare rifugio, anche in un ambiente come la città.

Negli ambienti urbani gli alberi maturi e vetusti sono sempre più rari. Per questo motivo conservarli, quando le condizioni di sicurezza lo consentono, significa preservare una parte importante della biodiversità cittadina, a giovamento di tutte le specie, umana compresa.

La pioppa del Parco Biagi custodiva già numerosi microhabitat naturali. Il progetto ha scelto di valorizzarli e integrarli, aumentando le opportunità per le specie che vivono nel parco.

Una storia in evoluzione

La biodiversità non nasce da un singolo intervento, ma da relazioni che si sviluppano nel tempo.

Per questo motivo il progetto non è stato pensato per una sola specie, ma per una comunità di organismi che comprende uccelli, pipistrelli, insetti impollinatori, rettili, anfibi, piccoli mammiferi, coleotteri, lombrichi, decompositori e molte altre forme di vita.

Ogni cavità, ogni porzione di legno morto, ogni fiore spontaneo e ogni spazio lasciato evolvere naturalmente contribuisce a costruire un ecosistema più ricco e resiliente.

L'Albero Habitat non rappresenta quindi un'opera conclusa, ma un processo che continuerà negli anni attraverso l'osservazione, il monitoraggio e l'evoluzione naturale dell'area.

I dendromicrohabitat: piccoli spazi, grande valore

Uno degli elementi più importanti del progetto è la presenza dei dendromicrohabitat.

Con questo termine si indicano le piccole strutture che si sviluppano sugli alberi e che possono essere utilizzate da numerose specie: cavità, fessure della corteccia, legno in decomposizione, accumuli di materiale organico, muschi, licheni, essudati e altre forme di microhabitat.

Pur occupando superfici limitate, questi spazi rappresentano una risorsa fondamentale per molte specie e contribuiscono ad aumentare la complessità ecologica dell'albero.

Nel caso della pioppa del Parco Biagi, i dendromicrohabitat naturali sono stati conservati e affiancati da nuove strutture progettate per favorire ulteriormente la biodiversità.

Cavità artificiali e cassette nido

Per aumentare le opportunità di rifugio e nidificazione, arboricoltori specializzati hanno realizzato cavità artificiali direttamente sul tronco e sulle branche della pioppa.

Queste strutture sono state progettate per imitare il più possibile le cavità naturali presenti negli alberi maturi e possono essere utilizzate da passeriformi, picchi, mammiferi arboricoli, chirotteri e altre specie.

Sono inoltre state installate cassette nido dedicate a diverse specie di avifauna, contribuendo a compensare la progressiva diminuzione di alberi maturi dotati di cavità naturali.

Il prato polifita e l'area di rispetto

Attorno all'albero è stata realizzata un'area a maggiore naturalità caratterizzata dalla presenza di prato polifita e fioriture spontanee.

Questa scelta consente di aumentare le risorse alimentari disponibili per gli impollinatori selvatici, oggi in forte diminuzione in molti contesti.

Api, bombi, farfalle e numerosi altri insetti trovano qui nettare, polline e habitat favorevoli durante gran parte dell'anno.

Le fioriture spontanee sostengono inoltre una ricca comunità di insetti che rappresentano una fondamentale fonte di alimentazione per molti uccelli, soprattutto durante il periodo riproduttivo.

Il valore del legno morto

Nel progetto trovano spazio anche ceppi, tronchi, cataste di legno e altre strutture realizzate con materiale legnoso.

Il legno morto non rappresenta un rifiuto o un elemento di abbandono. Al contrario, è uno degli habitat più importanti e meno conosciuti degli ecosistemi naturali.

Durante il processo di decomposizione ospita funghi, insetti, lombrichi e numerosi altri organismi che contribuiscono al riciclo della sostanza organica e al mantenimento della fertilità del suolo.

Il legno a terra, soprattutto di pezzatura consistente, funge anche da riserva idrica, trattenendo e cedendo acqua al suolo: anfibi, rettili e piccoli mammiferi usufruiscono di questi elementi come rifugio, area di sosta e protezione dalle condizioni climatiche più estreme.

Offrono anche un microclima favorevole alla germinazione delle ghiande di Quercia che qualche Ghiandaia ha nascosto e dimenticato, velocizzando dunque la rigenerazione anche in tal senso.

Fauna minore e avifauna: chi vive nell'Albero Habitat?

L'Albero Habitat è stato progettato per favorire la presenza di numerose specie appartenenti a quella che viene comunemente definita fauna minore, ovvero l'insieme di anfibi, rettili, piccoli mammiferi, chirotteri, invertebrati e altre specie che svolgono un ruolo fondamentale negli ecosistemi ma che spesso passano inosservate.

Accanto alla fauna minore, il progetto sostiene anche diverse specie di avifauna, offrendo opportunità di rifugio, alimentazione e nidificazione attraverso la presenza di cavità naturali e artificiali, cassette nido, legno morto, prati fioriti e altri microhabitat.

La tutela della fauna minore rappresenta un obiettivo importante anche a livello regionale ed è oggetto di specifiche azioni di conservazione e tutela. ( https://ambiente.regione.emilia-romagna.it/it/parchi-natura2000/sistema-regionale/fauna/fauna-minore )

Gli uccelli

Tra le specie che possono trovare rifugio o utilizzare l'area sono presenti il Gheppio (Falco tinnunculus), la Civetta (Athene noctua), il Picchio rosso maggiore (Dendrocopos major) e il Codirosso comune (Phoenicurus phoenicurus), specie target sulle quali sono stati calibrati gli interventi principali. Quest'ultimo, grazioso instancabile insettivoro, ha già colonizzato una delle cavità sui tronchi, e lo testimonia il fatto che un pullo involato è stato visto abbandonare l'albero ai primi di Giugno per dirigersi verso la macchia arbustiva al confine con l'area scolastica, al riparo da eventuali predatori, per essere nutrito ed accudito a terra dai genitori.

Le cavità naturali e artificiali, insieme alle cassette nido e alla disponibilità di insetti, offrono importanti opportunità di alimentazione e riproduzione, e sarà interessarne osservare eventuali avvicendamenti e/o insediamenti differenti da quelli previsti.

E' inoltra già osservabile quanto l'albero sia regolarmente visitato da Ghiandaia, Colombaccio, Storno, Cinciallegra, Codibugnolo, Merlo, Verdone, Capinera, Tortora dal collare.

I mammiferi

Le cavità presenti sull'albero possono essere utilizzate da diverse specie di pipistrelli, preziosi alleati nel controllo naturale delle zanzare (Culex pipiens, Aesed albopictus, A. japonicus, A. koreicus) e Pappataci (Phlebotomus papatasi Scopoli) e dunque in prevenzione di patologie che interessano direttamente anche gli umani ( come Dengue, Chikungunya, Zika, West nile) o animali domenici (vedi Leishmaniosi, veicolata dai pappataci). Può inoltre diventare attrattivo per Ghiro (Glis glis Linnaeus) e Scoiattolo rosso (Sciurus vulgaris Linnaeus).

Tra i piccoli mammiferi che possono frequentare l'area vi è anche l'Arvicola (Microtus savii), legata agli ambienti erbosi e alle aree a vegetazione spontanea, o il Riccio (Erinaceus europaeus).

Rettili e anfibi

L'area offre condizioni favorevoli anche alla Lucertola muraiola (Podarcis muralis) o campestre (Podarcis siculus), al Ramarro (Lacerta bilineata), al Rospo smeraldino (Bufotes viridis) e ad altre specie che trovano rifugio tra il legno morto, le cavità e la vegetazione spontanea, come il più raro Geotritone (Speleomantes italicus).

Tra gli abitanti più discreti di questi ambienti può essere presente anche l'Orbettino (Anguis fragilis), rettile innocuo spesso associato ad aree ricche di rifugi naturali, o magari un Biacco (Hierophis viridiflavus), o un Saettone (Zamenis lungissimus) utili anche nel contenere eventuali popolazioni di specie meno gradite, esigenti ma assai prolifiche associate all'ambiente urbano, come ad esempio il Ratto (Rattus norvegicus o Rattus rattus).

Insetti e impollinatori

Le fioriture spontanee e il legno in decomposizione favoriscono numerosi insetti, tra cui il Macaone (Papilio machaon), il Bombo terrestre (Bombus terrestris), il Cervo volante (Lucanus cervus) e lo Scarabeo rinoceronte (Oryctes nasicornis), e numerose specie di coleotteri, ortotteri, lepidotteri, e odonati che regolarmente frequentano e trovano nell'area di rispetto un'oasi salvifica.

La contrazione degli impollinatori selvatici è una grave crisi ecologica: quasi la metà delle specie in Europa è in declino, e  circa un terzo rischia l'estinzione.

Il progetto offre inoltre opportunità di insediamento ad Ape mellifera in colonie selvatiche, e ad altri impollinatori selvatici fondamentali per il funzionamento degli ecosistemi., poiché garantiscono la riproduzione di oltre il 90% delle piante selvatiche e l'impollinazione di oltre il 75% delle colture agrarie, assicurando il nostro approvvigionamento alimentare e preservando la biodiversità vegetale.

Gli organismi del suolo

Tra i protagonisti meno visibili ma più importanti vi sono i Lombrichi (Lumbricus) e gli altri organismi decompositori che contribuiscono alla formazione del suolo e al riciclo della sostanza organica, tra cui Artropodi, Anellidi, Nematodi, Molluschi, Platelminti, e non meno importanti le comunità batteriche, fondamentali per trasformare e rendere assimilabili i nutrienti essenziali per le piante (azoto, fosforo, potassio) e migliorare la struttura del terreno.

Un laboratorio a cielo aperto

L'Albero Habitat è anche uno strumento di conoscenza.

L'area sarà osservata e monitorata nel tempo per comprendere come le diverse specie utilizzeranno gli habitat creati e come l'ecosistema evolverà negli anni.

Il progetto nasce inoltre con una forte vocazione educativa e divulgativa e rappresenta un'opportunità per attività rivolte a scuole, associazioni, cittadini e realtà impegnate nella tutela dell'ambiente.

Osservare la biodiversità significa imparare a riconoscere il valore delle relazioni che rendono possibile la vita nei nostri ecosistemi.

Un tassello di una strategia più ampia

L'Albero Habitat rappresenta uno degli interventi più visibili di un percorso che il Comune di Correggio sta portando avanti da diversi anni per integrare la biodiversità nella gestione ordinaria del verde pubblico.

L'obiettivo non è sostituire la manutenzione tradizionale, ma arricchirla con una visione più ampia, capace di considerare anche le esigenze degli ecosistemi urbani.

Questo approccio si traduce in molte azioni, alcune immediatamente visibili e altre meno evidenti: la gestione differenziata degli sfalci, la valorizzazione delle fioriture spontanee, la conservazione del legno morto quando compatibile con la sicurezza e la fruizione degli spazi, la scelta di specie vegetali utili agli impollinatori e all'avifauna, la diversificazione delle alberature e la creazione di piccole aree a maggiore naturalità all'interno dei parchi cittadini.

Un albero che produce abbondanti fioriture può offrire risorse preziose agli impollinatori. Un arbusto che produce bacche può fornire nutrimento agli uccelli. Alberi con caratteristiche diverse possono creare habitat differenti e aumentare la resilienza degli spazi verdi ai cambiamenti climatici.

Anche interventi semplici e a basso costo possono produrre benefici significativi quando vengono progettati con una visione integrata che tenga insieme qualità ambientale, fruizione pubblica e tutela della biodiversità.

L'Albero Habitat rappresenta quindi un punto di partenza e un esempio concreto di come sia possibile creare piccole aree di rinaturalizzazione e rifugio per la biodiversità all'interno della città, contribuendo a costruire una rete diffusa di habitat urbani.

Il progetto

L'Albero Habitat è un progetto promosso e finanziato dal Comune di Correggio nell'ambito delle azioni dedicate alla tutela della biodiversità urbana, all'adattamento ai cambiamenti climatici e alla gestione sostenibile del verde pubblico.

L'intervento è stato progettato e realizzato dal Perito Agrario arboricoltore Davide Mattioli e dal suo team che ha seguito la trasformazione della pioppa in Albero Habitat e la realizzazione delle diverse strutture destinate a favorire la biodiversità.

Il progetto ha visto la collaborazione della LIPU, che ha contribuito mettendo a disposizione competenze tecnico-naturalistiche, supportando la progettazione di alcuni interventi destinati alla fauna selvatica, fornendo strumentazione e materiali, tra cui alcune cassette nido installate nell'area, e collaborando alla definizione di habitat e microhabitat rivolti a diverse componenti della biodiversità locale, dall'avifauna ai chirotteri, dai rettili ai numerosi invertebrati che popolano gli ecosistemi urbani.

L'iniziativa è stata presentata nell'ambito del Festival della Biodiversità, il programma promosso dal Comune di Correggio per valorizzare e raccontare le azioni dedicate alla tutela della natura e degli ecosistemi urbani.

Crediti del pannello divulgativo 

Contenuti tecnico-scientifici: Davide Mattioli
Progettazione grafica: Sara Signorati
Illustrazioni: Valentina Gottardi
Realizzazione editoriale: Cocai Design, casa editrice indipendente

Conservare, studiare, imparare. È questo lo spirito dell'Albero Habitat: osservare la natura che vive accanto a noi e comprendere come anche i piccoli interventi possano contribuire a costruire una città più ricca di biodiversità, più resiliente e più capace di convivere con gli ecosistemi di cui facciamo parte.

Il pannello divulgativo dedicato all'Albero Habitat è collocato accanto alla pioppa habitat nel Parco Enzo Biagi. Questa pagina ne approfondisce i contenuti e accompagnerà nel tempo l'evoluzione del progetto, raccontando come un singolo albero possa diventare il punto di partenza per una rete di habitat, conoscenze e opportunità per la biodiversità urbana.

Per approfondire

ISPRA - Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale

IUCN - Unione Internazionale per la Conservazione della Natura

Regione Emilia Romagna

Lipu - Lega Italiana Protezione Uccelli

WSL - Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio

waldwissen.net - piattaforma d’informazione e di comunicazione gestito da professionisti della foresta e utilizzato da professionisti della foresta

Programmi “LIFE” e “Rete Natura 2000” (ZSC - Zone Speciali di Conservazione e SIC - Siti di Importanza Comunitaria)

 

Leggi Nazionali e Internazionali:

  • Direttiva 92/43/CEE "Habitat" : promuove la conservazione della biodiversità mediante la conservazione degli habitat naturali nel territorio europeo di flora e fauna selvatiche;
  • Direttiva 79/409/CEE “Uccelli” : tutela e la gestione delle popolazioni di specie di uccelli selvatici, delle loro uova e degli habitat nel territorio europeo;
  • Convenzione di Berna: conservazione della flora e della fauna selvatiche e degli habitat naturali;
  • Convenzione di Ramsar : tutela internazionale delle zone umide mediante la loro individuazione e delimitazione, lo studio degli aspetti caratteristici, in particolare dell'avifauna, e la messa in atto di programmi che ne consentano la conservazione degli habitat, della flora e della fauna;
  • Convenzione di Bonn, per la conservazione delle specie migratrici terrestri, acquatiche e aeree su tutta l’area di ripartizione, con particolare riguardo a quelle minacciate di estinzione ed a quelle in cattivo stato di conservazione
  • Convenzione sulla biodiversità di Rio de Janeiro : conservazione della biodiversità, uso sostenibile della biodiversità, giusta ed equa ripartizione dei benefici derivanti dall'utilizzo delle risorse genetiche;
  • Bat Agreement : Accordo per la conservazione delle popolazioni di pipistrelli in Europa;

Ultimo aggiornamento: 01/07/2026, 16:40

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