Le frazioni

Le frazioni di Correggio sono:

  • Budrio
  • Canolo
  • Fazzano
  • Fosdondo
  • Lemizzone
  • Mandrio
  • Mandriolo
  • Prato
  • San Biagio
  • San Martino Piccolo
  • San Prospero

 

ITINERARIO ARTISTICO-NATURALISTICO FRA LE FRAZIONI DI CORREGGIO.

DESCRIZIONE ITINERARIO:

Partenza da Corso Mazzini in centro storico; da piazzale Carducci ci si dirige verso Viale Saltini fino in fondo a sinistra.Si imbocca Via Carpi fino alla prima strada a destra e si prosegue per Via San Biagio fino a Via Modena poi si svolta a sinistra fino a Via Fazzano (strada a Destra).
Si prosegue per Via Fazzano fino alla chiesa poi si svolta a sinistra. Via Nuova Lemizzone fino a Via Lemizzone poi si svolta a sinistra fino a via Vittoria (destra).Da qui si prosegue fino a Via Pozzo Pontuto che si trova a sinistra.
Si prosegua a destra per Via Contrada fino a Chiesa quindi a destra.
Da Via Prato si prosegua fino a Via Dinazzano poi a destra fino a Via Erbosa che si trova a sinistra, si prosegua fino a Via Lemizzone e Via Nuova Lemizzone.
Imboccando Via Imbreto si passa davanti all’oasi e si prosegue fino a Via Reggio. Si attraversa e si imbocca Via Budrio percorrendola quasi tutta fino all’inizio di Via Fornacelle.
Si prosegua a destra in via Ronchi San Prospero fino a Via San Prospero a sinistra. Si passa davanti alla chiesa di San Prospero e si prosegue fino a Via Fosdondo.
Si passa davanti alla chiesa e si prosegue fino a Via Bonacina sulla destra; la si percorre tutta fino a Via Fornacelle poi a sinistra per Via Canolo.
Si passa davanti alla chiesa fino a Via Lupi a destra. e poi Via Campagnola.
Si svolta a destra fino a incontrare a sinistra Via Gandina.
Si giunge alla chiesa di Mandriolo e si prosegue per Via del Fabbro fino a Via Mandrio.
Si svolta a sinistra fino al centro di Mandrio poi a destra per Via S Pellegrino fino a Via S. Martino. Giunti qui si gira a destra, si percorre tutta Via S. Martino passando dalla chiesa e proseguendo fino a ritrovarsi in Via Carlo V in centro a Correggio.
In fondo a destra ci si ritrova nel punto dal quale si è partiti: Corso Mazzini.

BUDRIO:
L’insediamento, con un antico castello, è documentato dall’altomedioevo.
La chiesa parrocchiale, dedicata a San Pietro è ricordata dal Trecento; essa venne eretta nella sua forma attuale tra il 1743 e il 1762 forse su disegno di Francesco Cipriano Forti.
In via Imbreto si trova un’oasi naturalistica (costituita da uno specchio d’acqua circondato da vegetazione spontanea) che svolge la funzione di rifugio per numerose speci di uccelli stanziali e di passo.
Si tratta di un’altra cava di argilla abbandonata dove un fitta siepe, punteggiata anche da alberi d’alto fusto, fiancheggia la parte destra del lago.
Oasi di Via Imbreto a Budrio: si tratta di un’area di riequilibrio di oltre 13 ettari occupata per il 40% da un invaso residuo della coltivazione di una cava d’argilla a cielo aperto, riempitosi nel tempo di acque sorgive e meteoriche.
L’interesse floristico attuale dell’oasi è creato soprattutto dalla presenza di siepi spontanee di olmo campestre e dalle consociazioni tipiche arboreo-arbustive della bassa pianura padana. La presenza dell’acqua porta con se le specie tipiche delle zone umide di pianura: oltre al canneto-tifeto è presente in estensione minore il cariceto. Tra le fioriture più interessanti: il tulipano silvestre, la menta acquatica, il muscari azzurro, il cipollaccio.

Consulta lo stradario di Budrio

FAZZANO:

Menzionato già nel X secolo tra i beni del monastero reggiano di San Prospero, nel 1407 passò sotto i da Correggio. La chiesa parrocchiale di San Donnino, più volte rimaneggiata, si presenta nelle forme dell’ultimo rifacimento del XIX secolo. All’interno pregevoli arredi e opere d’arte dei secoli XVIII-XIX, con Sant’Antonio Abate di Luigi Asioli.

Consulta lo stradario di Fazzano

CANOLO:
Nominato fin dall’anno 935 e ricordato tra gli antichi comuni reggiani nel Liber focorum del 1315, fino al XIV secolo fu castello e feudo della famiglia Lupi. Delle antiche fortificazioni rimane traccia nelle sopraelevazioni di terra (motte) a fianco della chiesa parrocchiale. L’edificio sacro, dedicato a San Paolo e documentato dal XII secolo, venne costruito nel le forme attuali nel 1867. All’interno opere d’arte dei secoli XVI – XVIII.

Consulta lo stradario di Canolo

FOSDONDO:
Ricordato nel X secolo, fece parte del patrimonio canossano prima e dei da Correggio poi. Vi sorgevano l’antica pieve di Santa Maria di Camporotondo e due castelli. L’attuale chiesa dell’Ascensione, fondata agli inizi dell’XI secolo, conserva nei paramenti murari esterni traccia dell’edificio romanico. All’interno frammenti romanici e opere d’arte dei secoli X VI – XIX, tra cui Ascensione di Cristo di Luigi Asioli.

Consulta lo stradario di Fosdondo

LEMIZZONE:
Il toponimo deriva dal nome personale longobardo Lamizo. E’ ricordato nel 1311 negli Statuti di Reggio Emilia e nel Liber focorum del 1315. Fece parte del territorio di San Martino in Rio fino al 1802. Una chiesa è nominata già nel 1039. L’attuale, dedicata a San Giovanni Battista e documentata nel Trecento, venne ricostruita tra il 1851 e il 1868 da Pietro Marchelli. All’interno dipinti dei secoli XVII e XVIII.

Consulta lo stradario di Lemizzone
MANDRIO:
Già noto in epoca longobarda, fece parte dell’antico territorio di Centum juges (centi iugeri, dall’estensione del terreno). La chiesa di San Salvatore, nota fin dal XII secolo, venne ricostruita più volte nei secoli XVII e XVIII. L’aspetto attuale é quello dato con gli ultimi interventi del 1928. All’interno un pregevole dipinto del XVII secolo. Poco lontano sorge la casa natale del celebre maratoneta Dorando Pietri che partecipò alle Olimpiadi di Londra nel 1908.

Consulta lo stradario di Mandrio

MANDRIOLO:
Un tempo Val Putrida, è nominato già prima del Mille con il suo antico castello e la connessa cappella. La chiesa dell’Annunciaziopne venne riedificata completamente tra il 1754 e il 1756 su probabile progetto di Francesco Cipriano Forti. All’interno una ricca serie di pregevoli opere d’arte dei secoli XVI – XIX e un interessante tesoro con arredi, paramenti e argenterie antiche.

Consulta lo stradario di Mandriolo

PRATO:
Già sede di insediamenti stabili dell’età del bronzo (II millennio a.C.), in epoca medioevale fu sede di castello e pieve (980). Dal Trecento e fino al 1800 fece parte del territorio di San Martino. La chiesa di San Geminiano venne ricostruita in stile barocco nel 1664. All’interno interessanti dipinti dei secoli XVII e XVIII e, nel tesoro, un calice in rame dorato del 1525.

Consulta lo stradario di Prato

SAN BIAGIO:
Anticamente Villanova, è noto già nel 1038 tra i beni del monastero di San Tommaso di Reggio Emilia (da cui dipese fino al Settecento) e come sede di un antico castello. La chiesa, dedicata al Santo omonimo, fu costruita, su edifici preesistenti, nel 1860 e presenta un elegante porticato probabilmente del XV-XVI secolo. All’interno dipinti dei secoli XVII e XVIII, tra cui una Madonna del Rosario e Santi Domenico e Caterina da Siena con pregevoli quadretti dei Misteri del Rosario.

Consulta lo stradario di San Biagio

SAN MARTINO PICCOLO:
Aggregato di numerose piccole ville rurali medioevali, è menzionato dal XII secolo. Diede i natali al pittore Girolamo Donnini e allo storiografo Michele Antonioli. La chiesa di San Martino, di antichissima tradizione storica, venne completamente ricostruita tra il 1892 e il 1894 dagli ingegneri Negri e Aimi in stile eclettico caratterizzato dal nicchione della facciata. All’interno opere dei secoli XVIII – XX, tra cui una Madonna col bambino che dona il rosario a Santa Caterina e a San Domenico di Girolamo Donnini. Di fianco il sacello dei sacerdoti italiani caduti durante il secondo conflitto mondiale. Nei pressi il Museo delle arti e tradizioni popolari, ricco di oltre mille oggetti.

Consulta lo stradario di San Martino Piccolo

SAN PROSPERO:
La chiesa di S.Prospero, ricordata fin dal sec. XI, fu legata prima all’omonimo monastero di Reggio, poi alla pieve di Fosdondo e infine, dal sec. XVI, alla colleggiata di Correggio. L’attuale edificio fu eretto fra il 1846 e il 1866 su progetto di Francesco Forti. Fra gli arredi va ricordato uno stendardo processionale opera di Luigi Asioli.
Da segnalare, nei pressi del tracciato della vecchia ferrovia, sia l’oratorio di S. Maria Maddalena del sec. XVIII, sia la cava Casanova, cava di argilla abbandonata, oggi oasi naturalistica con vegetazione e avifauna tipica delle zone umide. Sulle sponde è cresciuto un fitto bosco, a prevalenza di salice, divenuto rifugio per diverse specie di uccelli migratori.
Intorno all’invaso si è sviluppata un fitto saliceto spontanea dove sono presenti specie ormai rare nella pianura reggiana. Successivamente si sono colonizzate specie più esigenti, sempre tipiche della vegetazione spontanea della zona, come l’acero campestre, il biancospino, il corniolo, il sanguinello.

Consulta lo stradario di San Prospero

Allegati

modif.: 10 Marzo 2015 - Ufficio Stampa

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