Camillo Bertolini, designer
pubbl.: 26 Maggio 2016 - Ufficio Stampa

bert copiaInaugura sabato 28 maggio, alle ore 16,30, “Camillo Bertolini, designer”, mostra di progetti provenienti dalle collezioni comunali ospitata nel Salone degli Arazzi del Museo Il Correggio.
L’archivio di Camillo Bertolini (1890 – 1955), attivo a Correggio e in provincia nella prima metà del XX secolo, conta oltre  800 pezzi, fra disegni di varia natura, paesaggi fantastici, studi anatomici e di figure umane,  schizzi di animali, giocattoli, carri e scene allegoriche, riquadri fantasiosi, monumenti scultorei. La parte più interessante è certamente quella relativa alla sua attività di architetto, designer e arredatore di interni, nella quale Bertolini mostra tutta la sua conoscenza verso gli stili delle avanguardie di quegli anni e la sua capacità grafica di realizzare oggetti alla moda, eleganti e raffinati, anticipando la grande stagione del design nazionale che si svilupperà nella seconda metà del Novecento ed esprimendo una personalità estrosa e creativa che non si adeguò ai canoni imposti dalla cultura fascista, preferendo l’innovativo filone dell’arte razionale. Camillo Bertolini dimostrò, grazie ad uno spiccato interesse per la grafica e per il “design industriale” – insieme a personaggi come Giò Ponti, Emilio Lancia e gli altri esponenti della corrente dello Stile 1925 – la capacità di portare anche nel reggiano un rinnovamento del gusto artistico in un territorio ancora fortemente legato alla tradizione ottocentesca.
I suoi progetti non vennero tradotti in prodotti industriali, ma realizzati tramite il laboratorio artigianale del correggese Fortunato Manicardi e figli: mobili componibili e scomponibili, camere da letto con tutti gli accessori e i complementi d’arredo, mobili-bar e apparecchi radio rivelano un gioco sapiente dei vuoti e pieni, di chiari e scuri, di materiali differenti e pregiati che costituiscono una caratteristica saliente di questa fase progettuale. La sua opera si evolve poi, dagli anni Quaranta, in uno stile più schematico che denota la profonda influenza di Alvar Aalto: poltrone in legno curvato e mobili in tubolare metallico compaiono sempre più spesso nei progetti di Bertolini che qui rivela appieno tutta la sua capacità grafica e inventiva.

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Camillo Bertolini, designer
pubbl.: 26 Maggio 2016 - Ufficio Stampa

bert copiaInaugura sabato 28 maggio, alle ore 16,30, “Camillo Bertolini, designer”, mostra di progetti provenienti dalle collezioni comunali ospitata nel Salone degli Arazzi del Museo Il Correggio.
L’archivio di Camillo Bertolini (1890 – 1955), attivo a Correggio e in provincia nella prima metà del XX secolo, conta oltre  800 pezzi, fra disegni di varia natura, paesaggi fantastici, studi anatomici e di figure umane,  schizzi di animali, giocattoli, carri e scene allegoriche, riquadri fantasiosi, monumenti scultorei. La parte più interessante è certamente quella relativa alla sua attività di architetto, designer e arredatore di interni, nella quale Bertolini mostra tutta la sua conoscenza verso gli stili delle avanguardie di quegli anni e la sua capacità grafica di realizzare oggetti alla moda, eleganti e raffinati, anticipando la grande stagione del design nazionale che si svilupperà nella seconda metà del Novecento ed esprimendo una personalità estrosa e creativa che non si adeguò ai canoni imposti dalla cultura fascista, preferendo l’innovativo filone dell’arte razionale. Camillo Bertolini dimostrò, grazie ad uno spiccato interesse per la grafica e per il “design industriale” – insieme a personaggi come Giò Ponti, Emilio Lancia e gli altri esponenti della corrente dello Stile 1925 – la capacità di portare anche nel reggiano un rinnovamento del gusto artistico in un territorio ancora fortemente legato alla tradizione ottocentesca.
I suoi progetti non vennero tradotti in prodotti industriali, ma realizzati tramite il laboratorio artigianale del correggese Fortunato Manicardi e figli: mobili componibili e scomponibili, camere da letto con tutti gli accessori e i complementi d’arredo, mobili-bar e apparecchi radio rivelano un gioco sapiente dei vuoti e pieni, di chiari e scuri, di materiali differenti e pregiati che costituiscono una caratteristica saliente di questa fase progettuale. La sua opera si evolve poi, dagli anni Quaranta, in uno stile più schematico che denota la profonda influenza di Alvar Aalto: poltrone in legno curvato e mobili in tubolare metallico compaiono sempre più spesso nei progetti di Bertolini che qui rivela appieno tutta la sua capacità grafica e inventiva.

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