“EAT in Emilia 2”: 450mila euro per tirocini all’estero
pubbl.: 2 Dicembre 2016 - Ufficio Stampa

“EAT in Emilia 2”: il Comune di Correggio, promotore capofila, si aggiudica un bando europeo che finanzia esperienze e tirocini formativi per 127 studenti all’estero in ambito agricolo e agroalimentare.

img_7405Il progetto “EAT in Emilia 2” (Empowering Agribusiness Training in Emilia) – di cui il Comune di Correggio è promotore capofila – si è aggiudicato un bando europeo del valore di circa 450mila euro da utilizzare per promuovere esperienze di tirocinio all’estero per studenti e neodiplomati che potranno svolgere esperienze di formazione e di tirocinio finalizzate a perfezionare il proprio profilo tecnico e professionale in ambito agricolo e agroalimentare.
L’iniziativa è stata presentata lunedì 28 novembre, nel corso di una conferenza stampa cui hanno preso parte Ilenia Malavasi, sindaco di Correggio, Simona Caselli, assessore regionale all’agricoltura, e Giammaria Manghi, presidente della Provincia di Reggio Emilia.
Il bando, indetto nell’ambito del programma Erasmus+, ha visto 372 candidature e il progetto correggese è rientrato tra quelli scelti per essere finanziati, qualificandosi come nono nell’intera graduatoria nazionale e primo in Emilia-Romagna.
Il progetto – che ha avuto l’anno scorso una prima edizione “pilota” concentrata sulla sola provincia di Reggio Emilia – è nato dalla conoscenza del territorio e dei suoi prodotti e dal concetto di valorizzazione, con una forte connotazione nell’area marketing. Il Comune di Correggio, insieme agli istituti scolastici a vocazione agroalimentare e alle principali realtà associative settoriali del territorio, si è così fatto portavoce di una proposta che coglie dal confronto con l’Europa nuovi elementi per la valorizzazione, la promozione e il marketing del prodotto locale, supporti imprescindibili in questa fase per il tessuto produttivo.
Quest’anno, allargando la rete alle province di Parma e di Modena, si è costruito un partenariato composto da cinque Enti locali (oltre al capofila Comune di Correggio, la Regione Emilia-Romagna e le Province di Reggio Emilia, Parma e Modena), l’Agenzia per la mobilità internazionale, nove istituti superiori (Convitto Corso e Istituto Motti di Correggio, Istituto Zanelli di Reggio Emilia, Istituto Mandela di Castelnovo Ne’ Monti, Istituto Lazzaro Spallanzani di Castelfranco Emilia, Istituto tecnico Ignazio Calvi di Finale Emila, Polo Agroindustriale Galilei-Bocchialini-Solari di Parma, Fidenza e San Secondo Parmense, Istituto Zappa-Fermi di Borgo Val di Taro e Istituto Alberghiero Magnaghi di Salsomaggiore Terme), sei enti di formazione professionale (Centro Studio e Lavoro “La Cremeria”, ENAIP Reggio Emilia e Parma, IAL Serramazzoni, Nazareno Carpi, Forma Futuro), ITS Tech & Food di Parma, sei associazioni imprenditoriali (CIA Emilia-Romagna, Confagricoltura Emilia-Romagna, Coldiretti Emilia-Romagna, Legacoop Emilia-Romagna, CNA Emilia-Romagna, Confesercenti Emilia-Romagna), Consorzio Parmigiano Reggiano, CIR Food e CIV-Cantine riunite.
EAT in Emilia” promuove 95 mobilità per studenti (un mese di stage all’estero da realizzarsi nel corso dell’estate 2017), 32 mobilità per neodiplomati/neoqualificati (tre mesi di stage all’estero tra settembre e dicembre 2017) e 9 mobilità  per docenti/tutor aziendali (un mese di accompagnamento delle mobilità studenti, arricchito da opportunità di apprendimento, formali e non, definite sulla base dei singoli bisogni formativi). I Paesi di destinazione sono Regno Unito, Irlanda, Spagna, Portogallo, Malta, Francia, Germania e Paesi Bassi.
Soddisfatto il commento del sindaco di Correggio, Ilenia Malavasi: “Per il secondo anno riusciamo ad aggiudicarci questo tipo di finanziamenti, ma quest’anno siamo particolarmente orgogliosi perché il Comune di Correggio ha promosso l’iniziativa rendendosi capofila di una serie di importanti partner a livello regionale, che hanno riconosciuto l’importanza e la valenza della nostra proposta. Vogliamo arricchire i giovani di competenze innovative di sostegno alle politiche di valorizzazione delle nostre eccellenze, anche per le piccolissime aziende di produttori, spesso a conduzione familiare, che vogliono crescere di valore e di reddito, fornendo loro idee e strategie nuove. Non è casuale che le forme del marketing del prodotto tipico che proponiamo nel progetto vedano da un lato seguire il percorso della filiera corta, dall’altro l’apertura agli strumenti legati al web-marketing e all’e-commerce per un vero approccio glocale. Di particolare interesse è il coinvolgimento attivo nel progetto di enti e scuole di diversi livelli, che garantiscono la rappresentanza di tutta la filiera formativa del settore: enti di formazione, istituti tecnici e professionali e ITS. Ringrazio tutti i partner della rete che ci hanno sostenuto, perché hanno appoggiato il progetto condividendone obiettivi e finalità”.
“Investire sui giovani significa investire sull’innovazione e la qualità e dunque su un futuro di crescita per il nostro sistema agroalimentare, dal campo alla tavola, in un’ottica che deve essere sempre più internazionale. Il mondo chiede made in Italy e l’Emilia-Romagna ha da questo punto di vista molto da offrire, come dimostrano i risultati molto positivi del nostro export, che nel 2015 ha messo a segno un valore record di oltre 5,7 miliardi”, spiega l’assessore regionale all’agricoltura Simona Caselli. “Come Regione abbiamo messo i giovani al centro del nostro impegno, a partire dal Psr, che prevede misure specifiche per  aiutare quanti vogliono avviare un’azienda agricola. Altrettanto importante è per noi il sostegno alla ricerca, altro settore che vede le giovani generazioni in prima linea. La partecipazione a questo progetto è un’ulteriore conferma del nostro impegno”.
“Da tempo la Provincia di Reggio Emilia si caratterizza per i buoni risultati raggiunti nei progetti di mobilità giovanile, tanto che negli ultimi dieci anni sono stati circa 800 i diplomati e laureati dell’Emilia-Romagna, la metà dei quali reggiani, che hanno potuto usufruire di queste importanti opportunità formative, professionali e di crescita personale”, commenta il presidente della Provincia di Reggio Emilia, Giammaria Manghi. “Tutto ciò è merito del grande lavoro di progettazione svolto dai nostri uffici e della preziosa collaborazione con i vari partner, dalle scuole superiori alle imprese, dalle associazioni di categoria ai Comuni, come in questo caso. Valorizzare le capacità dei nostri giovani, investire e scommettere su di loro è il miglior modo per renderli veramente protagonisti della ripresa economica e sociale e lo è ancora di più in un settore, come quello agroalimentare, che rappresenta un’eccellenza del nostro territorio”.

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“EAT in Emilia 2”: 450mila euro per tirocini all’estero
pubbl.: 2 Dicembre 2016 - Ufficio Stampa

“EAT in Emilia 2”: il Comune di Correggio, promotore capofila, si aggiudica un bando europeo che finanzia esperienze e tirocini formativi per 127 studenti all’estero in ambito agricolo e agroalimentare.

img_7405Il progetto “EAT in Emilia 2” (Empowering Agribusiness Training in Emilia) – di cui il Comune di Correggio è promotore capofila – si è aggiudicato un bando europeo del valore di circa 450mila euro da utilizzare per promuovere esperienze di tirocinio all’estero per studenti e neodiplomati che potranno svolgere esperienze di formazione e di tirocinio finalizzate a perfezionare il proprio profilo tecnico e professionale in ambito agricolo e agroalimentare.
L’iniziativa è stata presentata lunedì 28 novembre, nel corso di una conferenza stampa cui hanno preso parte Ilenia Malavasi, sindaco di Correggio, Simona Caselli, assessore regionale all’agricoltura, e Giammaria Manghi, presidente della Provincia di Reggio Emilia.
Il bando, indetto nell’ambito del programma Erasmus+, ha visto 372 candidature e il progetto correggese è rientrato tra quelli scelti per essere finanziati, qualificandosi come nono nell’intera graduatoria nazionale e primo in Emilia-Romagna.
Il progetto – che ha avuto l’anno scorso una prima edizione “pilota” concentrata sulla sola provincia di Reggio Emilia – è nato dalla conoscenza del territorio e dei suoi prodotti e dal concetto di valorizzazione, con una forte connotazione nell’area marketing. Il Comune di Correggio, insieme agli istituti scolastici a vocazione agroalimentare e alle principali realtà associative settoriali del territorio, si è così fatto portavoce di una proposta che coglie dal confronto con l’Europa nuovi elementi per la valorizzazione, la promozione e il marketing del prodotto locale, supporti imprescindibili in questa fase per il tessuto produttivo.
Quest’anno, allargando la rete alle province di Parma e di Modena, si è costruito un partenariato composto da cinque Enti locali (oltre al capofila Comune di Correggio, la Regione Emilia-Romagna e le Province di Reggio Emilia, Parma e Modena), l’Agenzia per la mobilità internazionale, nove istituti superiori (Convitto Corso e Istituto Motti di Correggio, Istituto Zanelli di Reggio Emilia, Istituto Mandela di Castelnovo Ne’ Monti, Istituto Lazzaro Spallanzani di Castelfranco Emilia, Istituto tecnico Ignazio Calvi di Finale Emila, Polo Agroindustriale Galilei-Bocchialini-Solari di Parma, Fidenza e San Secondo Parmense, Istituto Zappa-Fermi di Borgo Val di Taro e Istituto Alberghiero Magnaghi di Salsomaggiore Terme), sei enti di formazione professionale (Centro Studio e Lavoro “La Cremeria”, ENAIP Reggio Emilia e Parma, IAL Serramazzoni, Nazareno Carpi, Forma Futuro), ITS Tech & Food di Parma, sei associazioni imprenditoriali (CIA Emilia-Romagna, Confagricoltura Emilia-Romagna, Coldiretti Emilia-Romagna, Legacoop Emilia-Romagna, CNA Emilia-Romagna, Confesercenti Emilia-Romagna), Consorzio Parmigiano Reggiano, CIR Food e CIV-Cantine riunite.
EAT in Emilia” promuove 95 mobilità per studenti (un mese di stage all’estero da realizzarsi nel corso dell’estate 2017), 32 mobilità per neodiplomati/neoqualificati (tre mesi di stage all’estero tra settembre e dicembre 2017) e 9 mobilità  per docenti/tutor aziendali (un mese di accompagnamento delle mobilità studenti, arricchito da opportunità di apprendimento, formali e non, definite sulla base dei singoli bisogni formativi). I Paesi di destinazione sono Regno Unito, Irlanda, Spagna, Portogallo, Malta, Francia, Germania e Paesi Bassi.
Soddisfatto il commento del sindaco di Correggio, Ilenia Malavasi: “Per il secondo anno riusciamo ad aggiudicarci questo tipo di finanziamenti, ma quest’anno siamo particolarmente orgogliosi perché il Comune di Correggio ha promosso l’iniziativa rendendosi capofila di una serie di importanti partner a livello regionale, che hanno riconosciuto l’importanza e la valenza della nostra proposta. Vogliamo arricchire i giovani di competenze innovative di sostegno alle politiche di valorizzazione delle nostre eccellenze, anche per le piccolissime aziende di produttori, spesso a conduzione familiare, che vogliono crescere di valore e di reddito, fornendo loro idee e strategie nuove. Non è casuale che le forme del marketing del prodotto tipico che proponiamo nel progetto vedano da un lato seguire il percorso della filiera corta, dall’altro l’apertura agli strumenti legati al web-marketing e all’e-commerce per un vero approccio glocale. Di particolare interesse è il coinvolgimento attivo nel progetto di enti e scuole di diversi livelli, che garantiscono la rappresentanza di tutta la filiera formativa del settore: enti di formazione, istituti tecnici e professionali e ITS. Ringrazio tutti i partner della rete che ci hanno sostenuto, perché hanno appoggiato il progetto condividendone obiettivi e finalità”.
“Investire sui giovani significa investire sull’innovazione e la qualità e dunque su un futuro di crescita per il nostro sistema agroalimentare, dal campo alla tavola, in un’ottica che deve essere sempre più internazionale. Il mondo chiede made in Italy e l’Emilia-Romagna ha da questo punto di vista molto da offrire, come dimostrano i risultati molto positivi del nostro export, che nel 2015 ha messo a segno un valore record di oltre 5,7 miliardi”, spiega l’assessore regionale all’agricoltura Simona Caselli. “Come Regione abbiamo messo i giovani al centro del nostro impegno, a partire dal Psr, che prevede misure specifiche per  aiutare quanti vogliono avviare un’azienda agricola. Altrettanto importante è per noi il sostegno alla ricerca, altro settore che vede le giovani generazioni in prima linea. La partecipazione a questo progetto è un’ulteriore conferma del nostro impegno”.
“Da tempo la Provincia di Reggio Emilia si caratterizza per i buoni risultati raggiunti nei progetti di mobilità giovanile, tanto che negli ultimi dieci anni sono stati circa 800 i diplomati e laureati dell’Emilia-Romagna, la metà dei quali reggiani, che hanno potuto usufruire di queste importanti opportunità formative, professionali e di crescita personale”, commenta il presidente della Provincia di Reggio Emilia, Giammaria Manghi. “Tutto ciò è merito del grande lavoro di progettazione svolto dai nostri uffici e della preziosa collaborazione con i vari partner, dalle scuole superiori alle imprese, dalle associazioni di categoria ai Comuni, come in questo caso. Valorizzare le capacità dei nostri giovani, investire e scommettere su di loro è il miglior modo per renderli veramente protagonisti della ripresa economica e sociale e lo è ancora di più in un settore, come quello agroalimentare, che rappresenta un’eccellenza del nostro territorio”.

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