Cavalletta dalle ali rosse

Cav 4.jpg_20061012173146_Cav 4Tra le numerose specie di cavallette presenti in Emilia-Romagna, Calliptamus italicus è l’unica in grado di arrecare danni alle coltivazioni e un effettivo disturbo alla popolazione. Da sempre le infestazioni di cavallette sono soggette a periodiche fluttuazioni, con periodi nei quali il numero di cavallette è elevato che si alternano ad altri nei quali il fenomeno non desta particolari preoccupazioni.
Si tratta di un ortottero di piccole dimensioni (2-4 cm di lunghezza) di colore grigio o brunastro. Le ali presentano una tipica livrea rosata, alla quale l’insetto deve il nome comune di “locusta dalle ali rosa”, che rappresenta un chiaro carattere di distinzione dalle altre cavallette riscontrabili nei nostri ambienti.
Da sempre temuto, nel recente passato Calliptamus italicus è fonte di rinnovata attenzione per via delle ripetute infestazioni verificatosi negli ultimi anni, soprattutto nelle zone collinari e montane. Le forme giovanili dell’insetto prediligono alimentarsi con leguminose foraggere, soprattutto erba medica. Tuttavia, in virtù dell’ampia polifagia, Calliptamus italicus è in grado di attaccare svariate specie botaniche, sia spontanee che coltivate, ed occasionali danni sono stati più volte segnalati anche negli orti domestici.
Gli sciami di cavallette possono creare disagi negli ambienti frequentati dalle persone. Eppure, per quanto invadenti e fastidiosi, questi insetti non pungono, non possiedono strutture urticanti e non veicolano malattie e, pertanto, non sono in grado di provocare alcun danno diretto agli esseri umani.
Le periodiche pullulazione delle popolazioni dell’insetto sono verosimilmente dovute alla concomitante presenza di diversi fattori ecologici favorevoli. Nelle ultime annate, in particolare, un ruolo determinante pare dovuto alla diffusione di aree incolte dove si trovano gli ambienti ideali per la riproduzione di questi insetti. Tale condizione è più diffusa nelle zone collinari e montane dove le infestazioni sono più frequenti. La scarsa piovosità nel periodo autunnale e invernale rappresenta un ulteriore elemento favorevole all’insetto.

Come vivono
Calliptamus italicus compie una sola generazione all’anno. Supera l’inverno nel terreno allo stato di uovo. In modo scalare, in relazione ad altitudine ed esposizione, tra la fine di maggio e la fine di luglio nascono le forme giovanili. I primi adulti compaiono in luglio e si accoppiano, spostandosi in volo per brevi distanze. La deposizione delle uova avviene in agosto in aree circoscritte, dette “grillare”, presenti per lo più in vecchi prati o medicai caratterizzati da terreni compatti ed esposizione a sud.

La gestione delle infestazioni
L’allevamento dell’avifauna da cortile (faraone, anatre e tacchini) può rappresentare un valido mezzo di lotta biologica alle cavallette negli ambienti dove esistono le condizioni per una loro efficace utilizzazione. L’impiego di insetticidi è invece del tutto inutile sulle cavallette adulte. Inoltre poiché in questo periodo le cavallette stazionano prevalentemente sui medicai in fiore, un eventuale trattamento avrebbe effetti devastanti sulle api e su tutti i pronubi selvatici.

Per ulteriori informazioni: C.A.A. “Giorgio Nicoli” S.r.l. (051/6802227). rferrari@caa.it

modif.: 25 Luglio 2016 - Ufficio Stampa

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