Pronto soccorso: il sindaco Ilenia Malavasi fa il punto della situazione in merito alla riapertura
pubbl.: 26 Giugno 2020 - Ufficio Stampa

Pronto soccorso di Correggio: in consiglio comunale, il sindaco Ilenia Malavasi fa il punto della situazione in merito alla riapertura.

Nel corso della seduta del consiglio comunale di venerdì 26 giugno, il sindaco di Correggio, Ilenia Malavasi, ha illustrato la situazione rispetto alla riapertura del pronto soccorso dell’ospedale San Sebastiano di Correggio.

“La nostra amministrazione è ovviamente a conoscenza della volontà delle autorità sanitarie di giungere alla riapertura del pronto soccorso. La Direzione dell’Azienda USL, in collaborazione con la CTSS, è impegnata in un piano di progressiva riattivazione dei servizi, per il quale, tuttavia, occorre prestare grande attenzione per quanto riguarda la sicurezza degli utenti e dei lavoratori. Il Decreto Legge 34 del 19 maggio scorso prevede infatti che, nell’ambito delle strutture ospedaliere si provveda a consolidare la separazione dei percorsi previsti per pazienti sospetti di Covid 19, con l’individuazione di distinte aree di accesso e permanenza. Le linee guida nazionali prevedono una serie di criteri specifici per la programmazione degli interventi di ristrutturazione e ammodernamento e, in particolare, per quanto riguarda i pronto soccorso sono previsti aree dedicate ai pazienti sospetti Covid in attesa di diagnosi, un ambulatorio specifico, accesso riservato per i mezzi di soccorso e spazi di attesa per pazienti trasportat in barella e sospetti Covid.
Entro il 30 giugno dovrà essere presentato in Regione il progetto di adeguamento che, per quanto riguarda Correggio, prevede l’adeguamento dell’attuale pronto soccorso con la creazione di un’ulteriore struttura camera calda in prossimità dell’attuale. Questa soluzione permette di garantire la riapertura del pronto soccorso senza grossi cambiamenti. Lo stesso Decreto prevede finanziamenti per tutte le riorganizzazioni, previa approvazione del progetto da parte del gruppo tecnico regionale.
Essendo il nostro ospedale un “ospedale no Covid”, si deve prestare particolare attenzione ad evitare che pazienti positivi possano in qualche modo “bucare” l’ospedale tramite accesso al pronto soccorso. Da qui, la necessità, appunto, della separazione dei percorsi e dei test rapidi, per aumentare la sicurezza di utenti e operatori, a seguito dei quali i casi accertati dovranno essere trasferiti negli ospedali attrezzati di Reggio e Guastalla.
Ricordo che nello scorso febbraio, con una decisione sofferta, ma che si è rivelata fondamentale per la salute della nostra comunità, i pronto soccorso degli ospedali di Correggio e Scandiano erano stati chiusi perché non presentavano caratteristiche logistiche e strutturali adeguate a rispondere all’allora solo ipotizzato aggravarsi della situazione legata alla diffusione del coronavirus. La chiusura del pronto soccorso è stata la sola misura di rimodulazione messa in atto nel nostro ospedale, che per il resto ha mantenuto tutta la sua normale organizzazione, al contrario di altre strutture. Altre modifiche organizzative hanno riguardato il trasferimento a Correggio del day hospital oncologico di Guastalla, proprio per preservare maggiormente quei pazienti, e il trasferimento dei pazienti in dimissione dalle terapie intensive di Reggio e Guastalla per terminare il percorso riabilitativo presso la nostra riabilitazione respiratoria. Attualmente non sono presenti pazienti positivi al coronavirus e per i pazienti in dimissione dalle intensive verso la riabilitazione respiratoria è stato garantito un rigido isolamento che non ha comportato contaminazione di operatori e altri ospiti”.

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Pronto soccorso: il sindaco Ilenia Malavasi fa il punto della situazione in merito alla riapertura
pubbl.: 26 Giugno 2020 - Ufficio Stampa

Pronto soccorso di Correggio: in consiglio comunale, il sindaco Ilenia Malavasi fa il punto della situazione in merito alla riapertura.

Nel corso della seduta del consiglio comunale di venerdì 26 giugno, il sindaco di Correggio, Ilenia Malavasi, ha illustrato la situazione rispetto alla riapertura del pronto soccorso dell’ospedale San Sebastiano di Correggio.

“La nostra amministrazione è ovviamente a conoscenza della volontà delle autorità sanitarie di giungere alla riapertura del pronto soccorso. La Direzione dell’Azienda USL, in collaborazione con la CTSS, è impegnata in un piano di progressiva riattivazione dei servizi, per il quale, tuttavia, occorre prestare grande attenzione per quanto riguarda la sicurezza degli utenti e dei lavoratori. Il Decreto Legge 34 del 19 maggio scorso prevede infatti che, nell’ambito delle strutture ospedaliere si provveda a consolidare la separazione dei percorsi previsti per pazienti sospetti di Covid 19, con l’individuazione di distinte aree di accesso e permanenza. Le linee guida nazionali prevedono una serie di criteri specifici per la programmazione degli interventi di ristrutturazione e ammodernamento e, in particolare, per quanto riguarda i pronto soccorso sono previsti aree dedicate ai pazienti sospetti Covid in attesa di diagnosi, un ambulatorio specifico, accesso riservato per i mezzi di soccorso e spazi di attesa per pazienti trasportat in barella e sospetti Covid.
Entro il 30 giugno dovrà essere presentato in Regione il progetto di adeguamento che, per quanto riguarda Correggio, prevede l’adeguamento dell’attuale pronto soccorso con la creazione di un’ulteriore struttura camera calda in prossimità dell’attuale. Questa soluzione permette di garantire la riapertura del pronto soccorso senza grossi cambiamenti. Lo stesso Decreto prevede finanziamenti per tutte le riorganizzazioni, previa approvazione del progetto da parte del gruppo tecnico regionale.
Essendo il nostro ospedale un “ospedale no Covid”, si deve prestare particolare attenzione ad evitare che pazienti positivi possano in qualche modo “bucare” l’ospedale tramite accesso al pronto soccorso. Da qui, la necessità, appunto, della separazione dei percorsi e dei test rapidi, per aumentare la sicurezza di utenti e operatori, a seguito dei quali i casi accertati dovranno essere trasferiti negli ospedali attrezzati di Reggio e Guastalla.
Ricordo che nello scorso febbraio, con una decisione sofferta, ma che si è rivelata fondamentale per la salute della nostra comunità, i pronto soccorso degli ospedali di Correggio e Scandiano erano stati chiusi perché non presentavano caratteristiche logistiche e strutturali adeguate a rispondere all’allora solo ipotizzato aggravarsi della situazione legata alla diffusione del coronavirus. La chiusura del pronto soccorso è stata la sola misura di rimodulazione messa in atto nel nostro ospedale, che per il resto ha mantenuto tutta la sua normale organizzazione, al contrario di altre strutture. Altre modifiche organizzative hanno riguardato il trasferimento a Correggio del day hospital oncologico di Guastalla, proprio per preservare maggiormente quei pazienti, e il trasferimento dei pazienti in dimissione dalle terapie intensive di Reggio e Guastalla per terminare il percorso riabilitativo presso la nostra riabilitazione respiratoria. Attualmente non sono presenti pazienti positivi al coronavirus e per i pazienti in dimissione dalle intensive verso la riabilitazione respiratoria è stato garantito un rigido isolamento che non ha comportato contaminazione di operatori e altri ospiti”.

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