Un nuovo murales alla Casa nel Parco: raffigurerà due episodi legati alla Resistenza
pubbl.: 11 Settembre 2020 - Ufficio Stampa

Un nuovo murales alla Casa nel Parco: raffigurerà due episodi legati alla Resistenza.

A breve Correggio avrà un nuovo, splendido, murales, ad abbellire le pareti dell’edificio minore della Casa nel Parco. A causa dell’emergenza legata alla diffusione del coronavirus, i lavori dell’opera, che avrebbe dovuto essere presentata lo scorso 25 Aprile, in occasione del 75esimo anniversario della Liberazione, hanno preso avvio giovedì 10 settembre, con la pulizia e il ripristino degli intonaci, per essere completati entro la fine del mese di settembre. L’iniziativa, promossa da Comune di Correggio e Anpi Correggio, sarà realizzata sulle pareti est e sud dell’edificio, a cura dell’artista Vera Bugatti e, in coerenza con la stessa intitolazione del Parco della Memoria – dove si trova l’edificio, sede di vari servizi comunali, tra cui lo Spazio Giovani e la biblioteca ludoteca “Piccolo Principe” – racconterà episodi della Resistenza correggese.
L’ispirazione per il lato lungo del murales nasce da uno degli episodi raccontati dal docufilm “Partigiani” (1997), precisamente dal racconto di una staffetta partigiana che, catturata, non rivelò i nomi dei compagni e per questo fu imprigionata e torturata e, come racconta lei stessa nel film, tornando a casa attraverso i campi, questi le “parevano tutti capovolti” e le “sembrava che il cielo fosse chissà dove”. Nel murales la donna mostra una sua fotografia da giovane, insieme alla raffigurazione della sua bicicletta e di un bambino, nascosto in una nicchia, a rappresentare l’ascolto di quei racconti per le nuove generazioni.
Il lato corto della casa, invece, sarà un “omaggio” alla stamperie clandestine, con particolare riferimento a quella del Podere Piave, dei fratelli Pinotti, a Canolo, avviata da Vittorio Saltini insieme al tipografo Gino Patroncini, già incarcerato e spedito al confino a Ponza. Con grande fatica, dato il peso, la macchina tipografica venne installata nel solaio, dove si trasferì lo stesso Patroncini che nel Podere Piave vivrà da recluso fino alla Liberazione. Patroncini componeva i testi, mentre i fratelli Pinotti si alternavano alla pedalina, perché occorrevano otto robuste pedalate per stampare un solo volantino che, spesso, veniva distribuito in cinquemila copie. Le donne di casa, poi, portavano i volantini in lavanderia, li tagliavano e li confezionavano, pronti per essere consegnati in un altro rifugio in campagna, dove le staffette li prelevavano per la diffusione.

“Era stato con grande dispiacere che avevamo dovuto rinunciare anche a questa iniziativa, così come a tutte quelle legate al 25 Aprile”, commenta il sindaco di Correggio, Ilenia Malavasi. “Insieme ad ANPI, con cui avevamo scelto di utilizzare un linguaggio artistico differente per arricchire di ulteriore significato il 75esimo anniversario della Liberazione, avevamo comunque deciso, una volta superata la fase critica dell’emergenza, di realizzare ugualmente il murales, che racconta episodi della nostra Resistenza e rende omaggio, attraverso l’arte, alle donne e agli uomini che ci hanno permesso di riconquistare il bene prezioso della libertà. Mi sembra significativo che questa trovi ora realizzazione insieme alla riapertura delle scuole e alla ripresa delle attività didattiche in presenza, considerando che la memoria della nostra Resistenza assume un valore ancora più importante, se pensiamo ai tanti ragazzi di allora che si trovarono a combattere, mettendo a rischio la loro stessa vita anche solo per un volantino, per una staffetta, o per l’ospitalità a chi stava combattendo: tanti piccoli gesti quotidiani, che però si rivelarono decisivi per restituire l’Italia alla democrazia e, con essa, anche la possibilità di accedere alla scuola e all’istruzione per tutti quegli studenti – come ricorda spesso la senatrice Liliana Segre, cittadina onoraria di Correggio, che proprio in questi giorni festeggia il suo 90esimo compleanno – che la dittatura fascista aveva espulso e rifiutato a seguito delle vergognose leggi razziali”.

Vera Bugatti è nata a Brescia nel 1979 e, dopo una laurea in Conservazione dei Beni Culturali all’Università di Parma, ha partecipato a mostre personali e collettive, aggiudicandosi premi e riconoscimenti e lavorando anche in ambito cinematografico. Esperta di street painting è attiva dal 2008 e, oltre che in Italia, ha realizzato dipinti in gran parte dell’Europa e in Russia, Stati Uniti, Messico, Emirati arabi e India. Considera l’arte urbana come una declinazione della sua poetica artistica, con costanti rimandi alla vivibilità del pianeta, ai turbamenti dell’uomo e ai temi sociali.

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Un nuovo murales alla Casa nel Parco: raffigurerà due episodi legati alla Resistenza
pubbl.: 11 Settembre 2020 - Ufficio Stampa

Un nuovo murales alla Casa nel Parco: raffigurerà due episodi legati alla Resistenza.

A breve Correggio avrà un nuovo, splendido, murales, ad abbellire le pareti dell’edificio minore della Casa nel Parco. A causa dell’emergenza legata alla diffusione del coronavirus, i lavori dell’opera, che avrebbe dovuto essere presentata lo scorso 25 Aprile, in occasione del 75esimo anniversario della Liberazione, hanno preso avvio giovedì 10 settembre, con la pulizia e il ripristino degli intonaci, per essere completati entro la fine del mese di settembre. L’iniziativa, promossa da Comune di Correggio e Anpi Correggio, sarà realizzata sulle pareti est e sud dell’edificio, a cura dell’artista Vera Bugatti e, in coerenza con la stessa intitolazione del Parco della Memoria – dove si trova l’edificio, sede di vari servizi comunali, tra cui lo Spazio Giovani e la biblioteca ludoteca “Piccolo Principe” – racconterà episodi della Resistenza correggese.
L’ispirazione per il lato lungo del murales nasce da uno degli episodi raccontati dal docufilm “Partigiani” (1997), precisamente dal racconto di una staffetta partigiana che, catturata, non rivelò i nomi dei compagni e per questo fu imprigionata e torturata e, come racconta lei stessa nel film, tornando a casa attraverso i campi, questi le “parevano tutti capovolti” e le “sembrava che il cielo fosse chissà dove”. Nel murales la donna mostra una sua fotografia da giovane, insieme alla raffigurazione della sua bicicletta e di un bambino, nascosto in una nicchia, a rappresentare l’ascolto di quei racconti per le nuove generazioni.
Il lato corto della casa, invece, sarà un “omaggio” alla stamperie clandestine, con particolare riferimento a quella del Podere Piave, dei fratelli Pinotti, a Canolo, avviata da Vittorio Saltini insieme al tipografo Gino Patroncini, già incarcerato e spedito al confino a Ponza. Con grande fatica, dato il peso, la macchina tipografica venne installata nel solaio, dove si trasferì lo stesso Patroncini che nel Podere Piave vivrà da recluso fino alla Liberazione. Patroncini componeva i testi, mentre i fratelli Pinotti si alternavano alla pedalina, perché occorrevano otto robuste pedalate per stampare un solo volantino che, spesso, veniva distribuito in cinquemila copie. Le donne di casa, poi, portavano i volantini in lavanderia, li tagliavano e li confezionavano, pronti per essere consegnati in un altro rifugio in campagna, dove le staffette li prelevavano per la diffusione.

“Era stato con grande dispiacere che avevamo dovuto rinunciare anche a questa iniziativa, così come a tutte quelle legate al 25 Aprile”, commenta il sindaco di Correggio, Ilenia Malavasi. “Insieme ad ANPI, con cui avevamo scelto di utilizzare un linguaggio artistico differente per arricchire di ulteriore significato il 75esimo anniversario della Liberazione, avevamo comunque deciso, una volta superata la fase critica dell’emergenza, di realizzare ugualmente il murales, che racconta episodi della nostra Resistenza e rende omaggio, attraverso l’arte, alle donne e agli uomini che ci hanno permesso di riconquistare il bene prezioso della libertà. Mi sembra significativo che questa trovi ora realizzazione insieme alla riapertura delle scuole e alla ripresa delle attività didattiche in presenza, considerando che la memoria della nostra Resistenza assume un valore ancora più importante, se pensiamo ai tanti ragazzi di allora che si trovarono a combattere, mettendo a rischio la loro stessa vita anche solo per un volantino, per una staffetta, o per l’ospitalità a chi stava combattendo: tanti piccoli gesti quotidiani, che però si rivelarono decisivi per restituire l’Italia alla democrazia e, con essa, anche la possibilità di accedere alla scuola e all’istruzione per tutti quegli studenti – come ricorda spesso la senatrice Liliana Segre, cittadina onoraria di Correggio, che proprio in questi giorni festeggia il suo 90esimo compleanno – che la dittatura fascista aveva espulso e rifiutato a seguito delle vergognose leggi razziali”.

Vera Bugatti è nata a Brescia nel 1979 e, dopo una laurea in Conservazione dei Beni Culturali all’Università di Parma, ha partecipato a mostre personali e collettive, aggiudicandosi premi e riconoscimenti e lavorando anche in ambito cinematografico. Esperta di street painting è attiva dal 2008 e, oltre che in Italia, ha realizzato dipinti in gran parte dell’Europa e in Russia, Stati Uniti, Messico, Emirati arabi e India. Considera l’arte urbana come una declinazione della sua poetica artistica, con costanti rimandi alla vivibilità del pianeta, ai turbamenti dell’uomo e ai temi sociali.

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