Progetto pedagogico per nidi e scuole d’infanzia – Coordinamento pedagogico comunale e distrettuale

Progetto 0 / 6 anni: NIDI D’INFANZIA

Il livello complessivo delle esperienze realizzate dal Comune di Correggio nel campo della diffusione e qualificazione dei nidi d’infanzia costituisce un fattore di innegabile valore per la vita e il benessere dei cittadini.

Tali servizi educativi sono presenti sul territorio dal 1972, con l’apertura del primo nido Gramsci, come risposta positiva alle forti richieste dei movimenti delle donne lavoratrici e dei sindacati e all’applicazione della legge nazionale n° 1044/71.

Oggi Correggio può vantare un sistema integrato (tra pubblico e privato) di servizi 0 – 3 anni che consente di rispondere alle sempre più numerose richieste, coprendo circa il 95% delle domande pervenute nei termini.

Fuori da ogni impronta di tipo custodialistico, il nido si connota sempre più come un servizio socio – educativo, all’interno del quale interagiscono diversi soggetti: bambini, operatori (educatrici e ausiliarie) e genitori.

La qualità delle relazioni ed il confronto contribuiscono a sostenere i processi conoscitivi, affettivi, relazionali dei bambini e delle bambine.

Il progetto pedagogico e culturale, elaborato ed attuato in questi anni, si fonda sull’idea che ogni bambino, anche piccolissimo, sia costruttore del proprio sapere, quindi su un’idea che ognuno viva dentro ad una propria possibile, straordinaria unicità ed originalità, all’interno però di una relazione, di un dialogo, di una continua negoziazione con l’altro (adulto e bambino).

Un bambino quindi che cresce ed apprende dentro a percorsi di auto–costruzione e socio–costruzione. Il progetto educativo promuove e sostiene la formazione di questi bambini attraverso lo sviluppo di tutti i suoi linguaggi: relazionali, comunicativi, cognitivi, simbolici, etici, metaforici ed espressivi.

Progetto 0 / 6 anni: SCUOLE D’INFANZIA COMUNALI

“La scuola dell’infanzia si rivolge a tutti i bambini e le bambine da 3 a 6 anni ed è la risposta al loro diritto all’educazione e alla cura, in coerenza con i principi di pluralismo culturale ed istituzionale presenti nella Costituzione della Repubblica, nella Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e nei documenti dell’Unione Europea” (Indicazioni nazionali per il curriculo, 2012).

La città di Correggio, con una rete di 8 scuole (comunali, statali, autonome) garantisce al 100% dei bambini richiedenti di frequentare una scuola.

Comune, Stato, FISM, hanno da tempo avviato un dialogo nel rispetto delle reciproche autonomie e nella valorizzazione delle singole diversità, con l’obiettivo di potenziare il sistema educativo e promuoverne la qualificazione. In questo senso sono organizzati percorsi formativi rivolti alle insegnanti di tutte le scuole (continuità verticale, progetti di qualificazione 0 – 6).

I servizi fondano la loro essenza su una ricca trama di relazioni tra bambini, famiglie ed operatori. Essi fanno riferimento ad alcune idee e valori che orientano i sensi e i significati del progetto educativo, all’interno di una cornice teorica costituita dai più recenti approcci interdisciplinari all’educazione.

Il progetto pedagogico elaborato ed attuato in questi anni (nel 1974 apre la prima scuola dell’infanzia Comunale “Arcobaleno”, alla quale si aggiungono successivamente altre due scuole Comunali “Ghidoni Mandriolo”  e “Ghidoni Espansione Sud Le Margherite”) si fonda sull’idea che i servizi sono luoghi educativi, culturali, di confronto e partecipazione dove i bambini, soggetti di diritti, sono protagonisti attivi insieme agli adulti, del loro personale e unico processo di costruzione della conoscenza che si realizza attraverso un complesso sistema di relazioni.

L’organizzazione e la cura dei contesti educativi (spazi, tempi, materiali, relazioni), l’ascolto delle singole unicità, la valorizzazione del gioco quale situazione privilegiata d’apprendimento, il sostegno ai processi di ricerca dei bambini, l’importanza del gruppo quale dimensione privilegiata di consolidamento delle esperienze, l’attenzione ai diversi codici simbolici, la promozione di processi creativi sono alcuni degli elementi caratterizzanti la pratica educativi nei servizi rivolti all’infanzia.


ELEMENTI FONDANTI L’IDENTITA’ DEI SERVIZI EDUCATIVI COMUNALI 0/6 ANNI

Coordinatore pedagogico

Ha compiti di formazione, indirizzo e supporto alla costruzione del progetto pedagogico di ogni scuola e alla realizzazione dei progetti educativi delle singole sezioni.

Promuove la partecipazione delle famiglie e cura il rapporto con molteplici servizi che si occupano di infanzia presenti sul territorio, attivando collaborazioni tra nidi, scuole dell’infanzia e scuole primarie e organizzando progetti di continuità educativa verticale ed orizzontale (anche a livello Distrettuale). Inoltre collabora con le altre agenzie educative presenti sul territorio (Ludoteche, Biblioteche, Teatro…) per la progettazione di percorsi educativi rivolti alla prima infanzia.

Pone un’attenzione particolare alle tematiche delle diversità (disabilità, bambini e famiglie provenienti da altre culture…) con interventi mirati. Partecipa direttamente ai lavori del Coordinamento Pedagogico Distrettuale e Provinciale: nuclei di professionisti che si pongono obiettivi di monitoraggio, qualificazione, promozione e supervisione su un territorio che va oltre i confini dei singoli Comuni.

Collegialità del lavoro

La concezione di un lavoro collegiale, adottata fin dagli inizi, rappresenta un valore, in quanto permette scambi tra soggettività diverse, scambi e negoziazioni tra molteplici punti di vista. Il gruppo di lavoro (insegnanti, personale ausiliario, pedagogista) tende continuamente al confrontoincontro, affinché le metodologie adottate e gli intenti educativi siano condivisi e partecipati, in una amplificazione delle possibilità interpretative.

Questo processo di costruzione di saperi condivisi si fonda sulla concezione che la conoscenza si costruisce nella relazione, arricchendosi degli apporti di tutti.

L’orario settimanale di tutto il personale comprende sia ore a diretto contatto con i bambini, che ore dedicate alla progettazione, alla formazione professionale e all’aggiornamento, agli incontri di gruppo, al raccordo con famiglie e territorio.

Per un tempo lungo della mattina, tutto il personale (educatrici ed ausiliarie) è compresente e questo concorre alla costruzione delle condizioni necessarie per dare forma a una quotidianità qualificata e, in senso più lato, a un servizio di qualità.

Spazi e materiali

L’organizzazione pedagogica degli spazi e dei materiali intendere favorire la creazione di un contesto ricco e accogliente in cui il bambino possa divenire costruttore attivo del proprio processo conoscitivo.

Lo spazio si qualifica come luogo ricco, intenzionalmente connotato, leggibile e in grado di promuovere e sostenere relazioni a più livelli. La progettazione dello spazio favorisce esplorazioni, offre sperimentazioni e risorse per le ricerche dei bambini, sviluppa autonomie e competenze. Uno spazio disponibile al cambiamento e alla trasformazione nel quale tutti coloro che lo abitano possono trovare tracce di Sé e senso di appartenenza.

La prevalenza di materiali informali viene privilegiata quale scelta intenzionale a sostegno dell’attivazione di processi simbolici e creativi.

L’atelier, presente in tutte le strutture, offre ai bambini opportunità quotidiane di incontro con differenti materiali e linguaggi espressivi, molteplici idee e punti di vista. È lo spazio per eccellenza dove mano, mente ed emozioni sono esercitate contemporaneamente, valorizzando il processo creativo di ciascun bambino e del gruppo.

Linguaggi

Ogni bambino, nella sua unicità e irripetibilità, è portatore di differenti modi di essere, di apprendere e di comunicare attraverso molteplici linguaggi e codici simbolici. Linguaggi, quindi, intesi come strategie di conoscenza e di espressione del Sé. Possiamo pertanto interpretare i “100 e più linguaggi” di cui parlava Malaguzzi come motore primario nei suoi processi di apprendimento.

I percorsi progettuali, ricchi e articolati, pongono attenzione alla  valorizzazione di tutti i linguaggi e alla costruzione di possibili connessioni. All’interno dei servizi, in collaborazione con gli insegnanti e il coordinatore pedagogico, opera un’atelierista con compiti legati alla progettazione e conduzione di percorsi anche con i bambini, allestimento dei contesti educativi, documentazione delle esperienze attivate.

Progettazione e documentazione

La documentazione si pone come narrazione e memoria dei percorsi educativi attivati, offre visibilità ai processi di apprendimento dei bambini e delle bambine, qualificandosi come strumento di riflessione e di formazione per tutti gli operatori del servizio. Realizzata attraverso forme e mezzi differenti, anche in relazione ai suoi destinatari (educatrici, bambini, famiglie, soggetti del territorio), la documentazione diventa strumento di rilettura e di approfondimento dei saperi provvisori dei bambini, dei modi e degli stili personali di costruzione dei propri processi di conoscenza.

La progettazione si configura attraverso la formulazione di possibili piste di ricerca da indagare insieme ai bambini, che attivano un costante processo di osservazione, documentazione e valutazione (interpretazione) da parte del gruppo di lavoro. La realizzazione dei percorsi progettuali si avvale di alcuni strumenti progettuali (tracce, agenda giornaliera, documentazione in itinere, quaderno di lavoro) che sostengono e orientano la circolarità dei processi conoscitivi.

Ambientamento

L’ambientamento rappresenta un evento di transizione e di cambiamento per bambini e genitori, durante il quale è l’intera famiglia ad essere accolta e conosciuta.

Nonostante la sua delicatezza può offrire ai soggetti coinvolti una positiva opportunità di intrecciare nuove e stimolanti relazioni, possibilità di scoperte e di apprendimenti. L’ambientamento è caratterizzato da una serie di pratiche di connessione tra le famiglie e le istituzioni educative.

Prima dell’inizio della scuola le educatrici e i genitori si incontrano in una assemblea di sezione, per condividere le strategie di ambientamento e concordare le date per i colloqui individuali in cui, attraverso un passaggio di informazioni, i genitori presentano i bambini alle educatrici.

Il processo attivato si sviluppa gradualmente, secondo tempi e modalità rispettosi di ogni singola soggettività.

Partecipazione

La partecipazione delle famiglie alla costruzione del progetto educativo rappresenta il tratto qualificante della nostra esperienza. Perché il principio della partecipazione e della corresponsabilità nelle scelte educative possa trovare concreta attuazione, è necessario che il servizio esprima il valore dell’accoglienza attraverso un’adeguata predisposizione del contesto rivolto sia a bambini che a genitori, ma anche attraverso la progettazione e realizzazione di molteplici opportunità di incontro, scambio e confronto nei quali le famiglie sono percepite come portatrici di cultura, risorse e competenze da condividere con gli altri.

In ogni scuola dell’infanzia è attivo un Comitato di Gestione formato da rappresentanti dei genitori, delle educatrici e degli operatori scolastici e da soggetti appartenenti alla Pubblica Amministrazione. Ogni Comitato elegge al proprio interno, tra i genitori, un Presidente. A tale organismo spetta il compito di promuovere la partecipazione delle famiglie e di sostenere la qualità del servizio. I Presidenti dei diversi Comitati di Gestione, riuniti nella Conferenza dei Presidenti, concorrono, insieme ai rappresentanti dell’Isecs, al coordinamento delle scelte e degli orientamenti che riguardano più complessivamente la gestione sociale dei nidi e delle scuola dell’infanzia.

Compito dei servizi educativi è di attivare forme organizzate di partecipazione sociale nell’ottica della promozione, del sostegno e dell’affiancamento alla genitorialità e di costruzione di una comunità educante.

Il raccordo con il territorio

I servizi educativi costruiscono reti con altri servizi educativi e scolastici per costruire percorsi formativi condivisi (progetti di continuità), con i servizi culturali per creare collaborazioni tra diverse agenzie formative di un medesimo territorio, con i servizi socio-sanitari per la realizzazione di percorsi di inclusione. L’intento è di operare per la costruzione di una comunità educante nella quale ogni soggetto rappresenta un nodo della rete, è connotato da una precisa identità, ma posto in costante relazione con gli altri.


Le Strutture:

Coordinamento pedagogico distrettuale

Già da parecchi anni nel distretto di Correggio agisce un cordinamento pedagogico formato dai pedagogisti, assunti o incaricati, di tutti i Comuni e delle strutture private convenzionate presenti, che si occupa principalmente dei nidi, ma non solo, in particolare di:

  • Organizzazione ed analisi dei servizi, anche attraverso strumenti valutativi;
  • Incontri coi servizi competenti dell’AUSL;
  • Incontri con l’utenza;
  • Incontri di coordinamento;
  • Partecipazione al coordinamento pedagogico provinciale, in via prioritaria da parte della pedagogista di Correggio;
  • Individuazione di obiettivi educativi annuali in ambito distrettuale;
  • Partecipazione alla commissione distrettuale per l’autorizzazione al funzionamento dei nidi per le strutture di propria competenza;
  • Partecipazione alla formazione della graduatoria per educatrici supplenti;
  • Predisposizione a livello distrettuale delle linee guida degli aggiornamenti relativi al personale insegnante ed al personale ausiliario, con particolare riferimento alla Formazione operatori per concordare unitariamente e articolare organicamente i piani annuali di formazione, favorendo le possibili interrelazioni fra i diversi ambiti territoriali in riferimento ai bisogni espressi e alle tematiche da affrontare, al fine di estendere le opportunità formative, la gestione e la conduzione di progetti “in itinere”;
  • Qualificazione 0 – 6 anni, ivi comprese le azioni di formazione genitori, per concordare unitariamente e promuovere azioni progettuali che tenendo conto delle specificità territoriali, muovano da comuni intenti progettuali;
  • Continuità didattica con il confronto periodico e continuativo fra le figure del coordinamento ed altresì mediante incontri congiunti con gli Assessori di riferimento per la definizione delle linee dei piani di intervento;
  • Nuove tipologie di servizio

 

Allegati

modif.: 26 Luglio 2017 - Ufficio Stampa

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